Fonopoli, il grande sogno di Renato Zero/ “Un’utopia che non si può abbandonare”

- Stella Dibenedetto

Fonopoli, la cittadella della musica per i giovani, è il grande sogno di Renato Zero: “Ci lavoro dal 1993, è un’utopia che non si può abbandonare”.

Renato Zero
Renato Zero presenta "Zero il Folle" (Web, 2020)

Fonopoli, l’Associazione culturale nata agli inizi degli anni ’90, rappresenta il grande sogno di Renato Zero che, in questi anni, ha cercato di rendere concreta la sua idea per aiutare e dare visibilità ai giovani, attraverso attività artistiche, culturali e formative. Nella mente del grande cantautore che venerdì ha pubblicato l’ultimo cd della sua trilogia Zerosettanta e che oggi, domenica 29 novembre è ospite a Domenica In, Fonopoli è una piccola, ma grande cittadella della musica in cui poter dare voce a tanti giovani, sempre più in difficoltà. Un progetto a cui Renato Zero lavora dal 1993 e che oggi ha intenzione di realizzare concretamente nonostante le grandi difficoltà burocratiche incontrate nel corso dagli anni. «È dal ’93 che sto dietro a Fonopoli… che volete che sia in confronto all’eternità?», ha raccontato Renato Zero in un’intervista rilasciata ai microfoni del Corriere della Sera il 28 novembre. Dopo aver realizzato tantissimi suoi sogni personali, ora, il nuovo obiettivo è trasformare Fonopoli in una realtà concreta.

FONOPOLI, RENATO ZERO PRONTO A REALIZZARE LA CITTADELLA DELLA MUSICA

Renato Zero spera di riuscire a realizzare Fonopoli con il sostegno delle istituzioni. Un progetto che ha particolarmente a cuore come ha spiegato lui stesso ai microfoni del Corriere e al quale non intende rinunciare, convinto che, oggi più che mai, i giovani abbiano bisogno di un luogo in cui potersi esprimere. «Ho ancora voglia di sognare. E adesso mi preme chiudere la bocca ai politici e fare Fonopoli. È un’utopia che non si può abbandonare», ha raccontato Zero che spera di poter avere un aiuto dalla sindaca Virginia Raggi da cui ha ricevuto una telefonata. «Ho scoperto che ha molta stima di me e mi ha detto di volermi agevolare per Fonopoli. A noi basterebbe la concessione per una caserma in disarmo o un altro luogo abbandonato… Per questo progetto posso anche andare a corteggiare un industriale. Mi piacerebbe lasciare qualcosa di me al mio pubblico e ai giovani», ha aggiunto il cantautore che svela di aver provato ad avere il sostegno dei politici. Un progetto a cui Renato Zero lavora da anni e che ora è intenzionato a realizzare.



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