Fontana/ “Da Roma solo le briciole, la sanità lombarda ha fatto tutto da sola”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, è un Attilio Fontana polemico quello che ha parlato quest’oggi ai microfoni di Radio Padania: il governatore lombardo punta il dito contro il governo

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Regione Lombardia, Attilio Fontana e Giulio Gallera (LaPresse)

E’ un Attilio Fontana particolarmente infervorato quello che ha parlato quest’oggi. Il governatore della regione Lombardia, intervistato dai microfoni di Radio Padania, ha difeso la propria sanità dicendo: “Noi ci siamo preparati, la nostra risposta finora è stata una risposta alla drammatica emergenza improvvisa. Abbiamo dovuto affrontare uno tsunami, è partito tutto con una violenza mai vista. La nostra sanità non è una delle migliori, è la migliore. Se quello che è successo nella nostra regione fosse successo altrove non so come sarebbe finita. Io mi posso solo dire orgoglioso”. Quindi punta il dito nei confronti del governo, e della notevole burocrazia che sta complicando la fornitura di materiale medico: “Stiamo ancora aspettando delle risorse materiali – ha spiegato – è passato un mese e mezzo dall’inizio dell’emergenza e da Roma abbiamo ricevuto briciole”.

CORONAVIRUS, FONTANA: “SE NON CI FOSSIMO MOSSI NOI…”

“Se non ci fossimo mossi noi – ha proseguito – se non ci fosse stato l’assessore al Bilancio Caparini a muoversi per acquistare materiale, avremmo chiuso gli ospedali dopo due giorni. Il numero di mascherine che ci arrivava dalla Protezione civile non ci avrebbe consentito di aprire. E’ una vergogna, non ci è arrivato se non una piccola parte di quello che abbiamo richiesto a Roma. Ce la siamo dovuta cavare con nostri mezzi e risorse”. Fontana lamenta come il sindaco di Milano sia dovuto andarsi a comprare le mascherine in Cina e in altri paesi: “Ma le mascherine chi le deve fornire? – tuona ancora Fontana – Il Governo? La Regione? Io spero che tra non molto potremo uscire e a quel punto le mascherine saranno dannatamente importanti e la disponibilità di mascherine deve essere un diritto”. Infine il numero uno lombardo ha parlato di una possibile seconda ondata di coronavirus: “Ci sono scienziati che ci dicono che essendo un virus che ha attinenza con l’influenza c’è il rischio che alla ripresa del virus influenzale in ottobre e novembre, ci possa essere anche una ripresa del coronavirus. Quindi bisogna prepararsi”.

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