Formigli/ “Vaccino è già obbligatorio perchè lo Stato può renderlo tale”

- Davide Giancristofaro Alberti

Le parole di Corrado Formigli, giornalista di La7, durante la diretta di ieri sera di Piazzapulita, sull’obbligo vaccinale

formigli la7 2021 640x300
Corrado Formigli a Piazzapulita

Corrado Formigli, giornalista e conduttore del programma di La7, Piazzapulita, si è scontrato con i suoi ospiti No Green Pass sulla libertà vaccinale. “Chi non ha il vaccino – le parole del conduttore in diretta televisiva – si faccia il vaccino che è gratuito, che è pagato da tutti noi e che di fatto è obbligatorio nella misura in cui uno stato democratico può renderlo obbligatorio”.

Formigli ricorda, parlando con il suo interlocutore, che il prossimo passaggio sarebbe quello dell’obbligo vaccinale con tanto di militare che ti viene a bussare alla porta per farti la puntura, una sorta di “modello cinese”: “Lo step successivo – ha continuato il giornalista del settimo canale – è che venga un signore con la tuta militare e ti venga a fare il buco nel braccio a casa, e questo non lo vuole nessuno, non lo vuole nessuno – ribadisce per poi aggiunge – allora lo Stato ti dice guarda (e qui Formigli viene un po’ interrotto ndr), scusa fammi finire però, voi avete finito, avete parlato e parlo io”.

FORMIGLI: “GREEN PASS OBBLIGATORIO? MASSIMO DELL’OBBLIGATORIETÀ”

“Lo Stato ti dice – ha quindi proseguito Formigli – ‘Guarda io non ti posso venire a bucare il braccio però ti dico fattelo questo vaccino altrimenti inizierai ad avere alcune limitazioni ovviamente, oppure dovrai pagarti il tampone’. Cosa c’è di sbagliato? E’ il massimo dell’obbligatorietà che può essere fatta da una democrazia”.

Il discorso di Formigli non fa una piega ovviamente, lo Stato ha deciso di introdurre un obbligo vaccinale di fatto camuffato, senza introdurlo realmente, e non incappando così in polemiche che si sarebbero potute creare in caso di introduzione di una misura così drastica, che tra l’altro nel mondo è stata al momento applicata solamente in tre nazioni, leggasi Turkmenistan, Indonesia e Tagikistan.



© RIPRODUZIONE RISERVATA