Formula 1 chiusa per coronavirus?/ Primi 3 Gp a rischio, probabile esordio a maggio

- Davide Giancristofaro Alberti

Formula 1 chiusa per coronavirus? I primi 3 Gran Premi sono a forte rischio a causa dell’infezione del virus cinese: ecco cosa potrebbe succedere

Hamilton Leclerc Formula 1
Lewis Hamilton e Charles Leclerc: quale Formula 1 in futuro? (LaPresse)

Il coronavirus si ripercuote inevitabilmente sullo sport, e di conseguenza anche sulla Formula 1. Già cancellato da settimane il Gp di Cina, non sono da escludere altri provvedimenti restrittivi all’interno del circus. Come spiega il buon Terruzzi sul Corriere della Sera, non è ben chiaro se si disputerà il primo Gran Premio del Mondiale, l’appuntamento fissato per il prossimo 15 marzo nel classico scenario di Melbourne, in Australia. La nazione dei canguri è una di quelle che sta adottando i criteri più rigidi per contrastare l’epidemia da coronavirus, come ad esempio limitazione degli accessi e frontiere sbarrate. Provvedimenti, che come scrive il collega della carta stampata, è probabile che a breve vengano adattati anche da altre nazioni sparse per il mondo, visto la psicosi coronavirus in aumento. “Il pericolo – scrive Terruzzi – è che l’intero campionato venga compromesso. Il Coronavirus rischia infatti di far saltare più di una tappa del Mondiale”.

FORMULA 1 CHIUSA PER CORONAVIRUS? SI POTREBBE INIZIARE A MAGGIO

Per il momento i team non commentano ufficialmente le indiscrezioni, ma sono molti quelli convinti che il calendario possa venire stravolto. Dopo l’Australia si correrà in Bahrein il 22 marzo, altra nazione che sta adottando misure rigide in merito alle persone che giungono da zone infette. Si correrà quindi in Vietnam (5 aprile), dove vige il discorso di sopra, e poi si sarebbe dovuto correre il Gp di Cina, che come detto prima, è già stato annullato. Fra le ipotesi circolanti, quella che si possa slittare l’inizio della stagione al 3 maggio, quando si correrà il gran premio di Olanda, rientrato nel calendario dopo 35 anni dall’ultima corsa. “C’è solo una enorme incertezza – aggiunge e conclude Terruzzi – anche a proposito di una competizione sportiva che muove quantità di denaro enormi, così come una quantità di addetti provenienti da moltissime zone del mondo”.

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