Forte Diamante in Liguria/ Una perla settecentesca lungo la cinta muraria di Genova

Il Forte Diamante in Liguria:  lungo quella che era la cinta muraria della Repubblica di Genova sorge questa perla settecentesca a 624 metri sul livello del mare

Forte Diamante
Forte Diamante (Instagram, 2019, @Volgo Liguria)

Il Forte Diamante, in Liguria, non solo è uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia dell’intera regione settentrionale ma rappresenta una delle tante perle che si possono incontrare lungo il tragitto, o comunque nelle sue vicinanze, della cosiddetta Alta Via dei Monti Liguri, un itinerario fra i più belli d’Italia e che percorrere tutto il territorio ligure a ridosso della costa per centinaia di chilometri da Ponente a Levante: costruito nei dintorni di Genova a metà del Settecento su una delle alture che costellano quel lembo di terra tra la Val Polcevera e la Val Bisagno , questo antico presidio militare è considerato oggi una delle più belle fortificazioni ideate lungo quella che era la cinta difensiva muraria della oramai ex Repubblica Marinara e, dall’alto di suoi 624 metri sul livello del mare il Forte Diamante consente ai suoi visitatori una vista mozzafiato. Andiamo dunque alla scoperta di questa costruzione fortificata che non funge più da presidio ma oggi è diventata la meta non solo di turisti occasionali ma pure di appassionati di trekking e degli amanti degli itinerari escursionistici più in generale.

IL FORTE DIAMANTE IN LIGURIA

La storia del Forte Diamante, che prende il nome dal monte su cui è stato costruito negli anni tra il 1756 e il 1758, è una di quei presidi militari che, assieme ad altri forti presenti nella zona (ovvero il Puin, il Fratello Maggiore e il Fratello Minore) aveva avuto in passato la funzione di proteggere quello che era noto come lo Sperone, vale a dire una dei possibili passaggi vulnerabili delle “Mura Nuove”, grazie soprattutto alla sua posizione elevata. A volerne la realizzazione fu proprio la stessa Repubblica di Genova che in quegli anni aveva bisogno di un baluardo difensivo contro le invasioni che provenivano da Nord: e nel corso della sua non certo lunghissima ma comunque intensa storia, il Forte Diamante fu “testimone” soprattutto di alcune battaglie fra le truppe francesi e quelle degli Asburgo quando l’attuale capoluogo ligure fu preso d’assedio dall’esercito austriaco; la struttura del forte come la conosciamo oggi è frutto tuttavia di successive modifiche che, nei primi anni del 1800 ad opera del Genio Militare Sardo, portarono alla realizzazione di altre caditoie e soprattutto all’ampliamento della caserma centrale. L’edificio che si eleva su di un terrapieno pentagonale ospita all’interno una caserma a tre piani e la visibilità che garantisce dai suoi bastioni è tale che, nelle giornate più nitide, si riesce addirittura a scorgere Portofino e la sua costa.

IL PRESIDIO: LUNGO L’ANTICA CINTA MURARIA DI GENOVA

Il Forte Diamante fu abbandonato come postazione difensiva nel 1914, allo scoppio della Grande Guerra, e da allora mai più utilizzata e questo comportò anche il fatto che la struttura fu soggetta nei decenni successivi a un costante ma inesorabile degrado ed è questo il motivo per cui oggi il suo interno non è visitabile ma è chiuso al pubblico. Dei tre piani della caserma militare che ospita a quello a livello terra c’erano i locali adibiti a cappella e magazzino, mentre al primo ecco le camerate per le guarnigioni come pure al secondo piano; il terrapieno che si trovava dietro la caserma invece era caratterizzato da due piccoli cannoni e cinque obici. Per arrivare al Forte Diamante oggi partendo dal quartiere collinare genovese di Righi ci vuole poco più un’ora a piedi, ovvero l’unico modo per arrivare alla meta: il percorso è consigliato dato che rappresenta una sorta di “bonus” oltre allo spettacolo di cui si può godere una volta arrivati in vetta; infatti si attraversano non solo le mura del Forte Puin ma si percorrono pure dei tornanti davvero molto ripidi anche se non si tratta dell’unico sentiero dato che è possibile arrivare al forte pure passando dal valico di Trensasco, una frazione di Sant’Olcese.

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