Franca Valeri: “Non festeggerò i 100 anni”/ “Il giorno più bello? Il 25 aprile 1945”

- Alessandro Nidi

L’attrice, che il prossimo 31 luglio raggiungerà il secolo di vita, ha dichiarato: “Gli uomini? Me li sono scelti adatti a me e a quello che volevo dalla mia vita”

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Franca Valeri (LaPresse)

Sulle colonne dell’edizione odierna del quotidiano “Il Giorno”, campeggia un’intervista alla celebre attrice Franca Valeri, che il prossimo 31 luglio compirà 100 anni. “Un’età che mi è arrivata improvvisamente e che non avevo programmato, anche se forse mi ci ero preparata inconsciamente”, ha commentato la donna, che ha rivelato successivamente che mia madre mi ha abituato a non festeggiare i compleanni, visto che, quando ero piccola, a fine luglio eravamo in vacanza. Da bambina mi dispiaceva, ma poi, crescendo, non chi ho pensato più. Me ne starò a casa e aspetterò l’arrivo di qualche amico”. Impossibile non ricordare poi il giorno più bello della sua vita: “Il 25 aprile 1945, perché sentivo che da quel momento la mia esistenza sarebbe cambiata. Si usciva dall’incubo di una guerra che sembrava non finire mai. Il più doloroso? Non lo voglio ricordare, non l’ho fatto finora e continuerò a non farlo. Non ho tempo per la tristezza”.

FRANCA VALERI: “NON SONO FEMMINISTA”

Franca Valeri ha quindi raccontato su “Il Giorno” come si è divisa fra la professione esercitata e gli affetti privati. “Non vorrei sembrasse una frase cinica, ma sono cresciuta e vissuta in un’epoca diversa, in cui si chiedeva a una donna di decidere fra il lavoro e la famiglia. La passione per il teatro è stata per me più forte di qualsiasi cosa, come una predestinazione. Non ho deciso di diventare attrice per caso o perché era una possibilità fra tante. Sono però anche una donna e ho amato molto i miei uomini. Me li sono scelti adatti a me e a quello che volevo dalla mia vita”. L’attrice non ha mai seguito i movimenti femministi, perché si dice convinta del fatto che con gli uomini si debba andare d’accordo. “Oggi le donne sono più forti che ai miei tempi, ma non si può generalizzare: ci sono quelle che sanno muoversi con intelligenza e ci sono le cretine. L’indipendenza parte dal cervello. C’è gente che crede che il cinema passi attraverso le lenzuola: io dico che bisogna decidere di non soccombere e che, se serve, si deve prendere un bastone e menare colpi”.

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