Francesca Pascale/ “Maria Paola e Willy? Politica omofoba alimenta questi assassini”

- Davide Giancristofaro Alberti

Francesca Pascale punta il dito contro la politica omofoba condannando sui social l’omicidio dei poveri Maria Paola Gaglione e Willy

francesca pascale
Francesca Pascale e Silvio Berlusconi (foto da Twitter)

La vicenda di Maria Paola Gaglione, la 18enne morta semplicemente perchè la sua fidanzata era una trans, e la sua famiglia non lo accettava, ha creato un’enorme ondata di indignazione popolare. Sui social praticamente non si parla d’altro, e sono moltissimi, anche fra i personaggi ben noti, coloro che si sono esposti. Fra questi anche Francesca Pascale, storica ex fidanzata da Silvio Berlusconi, da sempre molto vicina alle tematiche Lgbt. Attraverso le proprie stories su Instagram la Pascale ha puntato il dito nei confronti di un certo tipo di politica: «La politica omofoba che alimenta e giustifica questi assassini s’interroghi vergognandosi e non poco. Maria Paola — si legge ancora nella Storia di Instagram — è stata uccisa dal fratello perché amava una trans. Ennesimo episodio di omotransfobia finito in tragedia a causa di una società violenta e sempre più frustrata».

FRANCESCA PASCALE, SU UNO DEI FRATELLI BIANCHI “CLASSICO FASCISTA”

La Pascale ha affrontato anche un altro argomento strettamente di attualità e per certi versi collegato alla morte di Maria Paola, la brutale uccisione del 21enne di Willy di Colleferro, scrivendo «Ciao splendido ragazzo», messaggio seguito da una terza storia in cui viene mostrato uno dei fratelli Bianchi, in carcere e accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi assieme ad altri tre ragazzi: «Un classico fascista. Duri solo coi più deboli, diabolici infami». Sulla vicenda trans si è esposto nella giornata di ieri anche Vittorio Feltri, direttore di Libero: «Ci domandiamo che cosa importasse all’assassino se la sorella si fosse innamorata in origine del suo stesso sesso – le parole raccolte in un editoriale – non erano affari suoi, doveva sapere che ciascuno, congiunti inclusi, ha il diritto di scegliersi il partner che più gli aggrada. Ma in questo caso almeno subentra un problema di mentalità. C’è in giro ancora gente, come Michele, la quale pensa che un parente debba sottostare a regole familiari antiquate, che non ammettono né l’omosessualità né la transessualità».



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