Francesco Arca/ “Sognavo di fare il militare, mio papà è morto quando avevo 15 anni”

- Rossella Pastore

Francesco Arca ospite a Verissimo: l’attore, protagonista della nuova fiction Svegliati amore mio, si racconta a Silvia Toffanin tra lavoro e vita privata.

Francesco Arca
L’attore Francesco Arca

Francesco Arca è intervenuto nel pomeriggio di oggi, sabato 27 marzo 2021, in diretta televisiva su Canale 5 in occasione della puntata di Verissimo, condotta da Silvia Toffanin. L’attore ha dichiarato: “La pandemia ha alterato il nostro lavoro. Quella attoriale è una professione fatta di abbracci, di strette di mano, di vicinanza. Facciamo sempre più fatica rispetto a prima. I miei figli hanno percepito il periodo di lockdown e noi come genitori abbiamo spiegato loro cosa stesse accadendo, senza drammatizzare troppo”.

Da bambino “sognavo di fare il militare, per emulazione della figura paterna. Poi ho finito per fare tutt’altro, ma avevo fatto degli studi specifici”. Il papà di Francesco Arca è mancato quando lui aveva 15 anni: “Fortunatamente ho avuto una mamma e una sorella super, che hanno cercato di farmi sentire meno la mancanza. Non riesco a togliermi dalla mente il profumo della pelle di mio padre. Lui faceva il paracadutista in tante missioni all’estero, ma quando tornava a casa erano baci e abbracci continui”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

Francesco Arca: carriera e vita privata

C’è anche Francesco Arca tra gli ospiti della nuova puntata di Verissimo, il talk show condotto da Silvia Toffanin in onda ogni sabato pomeriggio dalle 15.30 su Canale 5. Sempre su Canale 5, l’attore è protagonista della fiction Svegliati amore mio dove interpreta Mimmo, un uomo senza scrupoli che fa di tutto pur di rubare a Sergio persino la sua serenità familiare. Oggi, l’attore torna nel salotto di Verissimo per parlare della sua carriera e della sua vita privata. Francesco è nato a Siena nel 1979. Rimasto orfano di padre a 15 anni (papà Silvano, paracadutista, perse la vita in un incidente sul lavoro), Arca partecipa all’edizione 2004/2005 di Uomini e donne e poi alla terza del reality show La fattoria. Nel 2009 recita nel film Scusa ma ti voglio sposare e – dieci anni più tardi – affianca Katia Smutniak in Allacciate le cinture. Da Irene Capuano ha avuto due figli: Maria Sole, quasi sei anni, e Brando, tre.

Francesco Arca: “Ecco come sono con i miei figli”

In un’intervista rilasciata nel 2020 a Il Giornale Off, Francesco Arca ha parlato a lungo della sua vita sul set e a casa, soffermandosi in particolare sul suo ruolo di padre: “Un padre, come un attore, non deve mai cadere nella facile tentazione di giudicare se stesso”, sostiene Arca, azzardando un parallelismo tra queste due ‘professioni’. “È bene che siano sempre gli altri a esprimere un giudizio su di lui”, prosegue. “In linea generale, mi ritengo un papà emotivamente presente, sufficientemente protettivo, ma non apprensivo. Sono convinto che l’eredità più importante che un genitore lascia a un figlio sia il ricordo di quanto lo abbia amato. Non faccio vivere i miei figli in una dimensione di chiusura, ma in una di grande apertura”.

L’attore Francesco Arca si racconta

In realtà, la passione per la recitazione l’ha scoperta soltanto dopo il suo debutto sul piccolo schermo in qualità di tronista. Francesco Arca non si aspettava che la sua carriera prendesse questa svolta: “Sul versante professionale, ho sempre dato la giusta importanza a ciò che mi capitava. Anche ogni rifiuto, per esempio, l’ho vissuto immaginando la successiva porta che invece si sarebbe aperta. Sono sempre stato un cinefilo anche da ragazzo, ma mi sono avvicinato tardi a questa professione. Non sono cresciuto sentendo bruciare dentro me il fuoco sacro della recitazione. Ho scoperto dopo la passione per questo mestiere che non è una semplice professione, ma un vero e proprio atto d’amore, una filosofia di vita”. Recentemente, Arca si è distinto soprattutto per i suoi ruoli drammatici, e in effetti crede siano quelli che gli si addicono di più: “Mi piacerebbe dire che un attore deve essere bravo a fare tutto, ma poi non è così. Nelle dinamiche drammatiche ci ‘sguazzo’, mi sento più a mio agio e forse, da un certo punto di vista, mi aiutano a scavare dentro di me, nella mia interiorità, quasi fossero strumenti di autoanalisi”.

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