Francesco Boccia/ “Mobilità fra Regioni? Sì, con controlli e prevenzione sanitaria”

- Alessandro Nidi

Il ministro per gli Affari Regionali e le Economie, Francesco Boccia, ha ricordato che da domani saranno consentiti gli spostamenti in tutt’Italia: “Non abbassiamo la guardia”

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Francesco Boccia, ministro degli Affari Regionali (Foto LaPresse)

Nel corso della puntata de “La Vita in Diretta” di oggi, martedì 2 giugno 2020, giornata dedicata alla Festa della Repubblica, è intervenuto il ministro per gli Affari Regionali e le Economie, Francesco Boccia, per parlare degli spostamenti interregionali nuovamente consentiti a partire da domani. In diretta da Bari, l’esponente del Governo ha dichiarato che “vista oggi, la mobilità tra Regioni sembra una conquista. Si torna a una nuova normalità, che dobbiamo difendere, sapendo che il virus convive con noi e senza dimenticare i 33mila italiani che non ci sono più. Per loro e per le loro famiglie dobbiamo comportarci con intelligenza”. In merito alla manifestazione del Centrodestra unito, dove si sono registrati assembramenti rischiosi, come sottolineato anche dal virologo Fabrizio Pregliasco, Boccia ha asserito: “Le manifestazioni fanno bene al Paese, perché gli consentono di esprimersi. Mi auguro che i volontari e gli organizzatori abbiano gestito nel miglior modo possibile un evento di questa natura”.

FRANCESCO BOCCIA: “OK MOBILITÀ, MA CON PRUDENZA”

Francesco Boccia ha inoltre commentato le fughe in avanti o all’indietro registrate in questi giorni, in queste settimane dalle singole Regioni, come Veneto e Sardegna. “Da domani c’è libertà di circolazione senza condizioni, ma è giusto che ogni governatore rafforzi i propri sistemi di controllo e di prevenzione sanitaria. Il presidente Solinas non ha più posto una condizione pregiudiziale, ma sta lavorando su meccanismi che consentano la tutela del proprio territorio. Giusto che i sistemi scattino e ci garantiscano protezione”. Quali sono le preoccupazioni del ministro Boccia per il futuro? “Il senso di responsabilità che noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo avere. Il virus è ancora intorno a noi, ora l’abbiamo messo all’angolo. Tuttavia, i costi, soprattutto in vite umane, sono stati altissimi. C’è stato anche un costo economico immenso ed è una priorità salvare i posti di lavoro. Abbiamo fatto una manovra che ne vale tre, ma era l’unico modo per far ripartire il Paese”.

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