Francesco Vaia: “Dubbi sul vaccino agli under 12″/ “Più rischi che benefici”

- Alessandro Nidi

Francesco Vaia, direttore dell’istituto Spallanzani di Roma, ha dichiarato: “Non esistono due pandemie, ma i sieri riducono sensibilmente i rischi di infezione”

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Francesco Vaia (Agorà Estate, 2021)

Francesco Vaia, direttore dell’ospedale INMI Lazzaro Spallanzani, è intervenuto nella mattinata di oggi, martedì 27 luglio 2021, ai microfoni della trasmissione televisiva di Rai 3 “Agorà Estate”. Il professore, in collegamento audiovisivo con lo studio del programma, ha annunciato senza fare troppo ricorso alla retorica il suo totale favore nei confronti dell’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli insegnanti e per il personale scolastico, in quanto “tutte le persone che hanno rapporti con il pubblico devono essere vaccinate. Quello che mi desta perplessità, semmai, è che noi arriviamo a questo processo razionale con mesi di ritardo, forse anche un anno dopo”.

A detta di Vaia, siamo troppo lontani dalle risoluzioni, a pochi giorni dalla ripresa dell’anno scolastico. Inoltre, per quanto concerne l’immunizzazione dei ragazzi dai 12 anni in su, il vaccino è assolutamente consigliato, mentre per i bambini più piccoli (under 12), “ho qualche dubbio, servono studi maggiormente approfonditi. In questo momento, il rapporto tra rischi e benefici sarebbe tutto sbilanciato in favore dei rischi“.

FRANCESCO VAIA: “IL VIRUS NON È MAI SCOMPARSO, SI MODIFICA”

Nel prosieguo delle sue dichiarazioni ai microfoni di “Agorà”, il professor Francesco Vaia ha asserito che, non corrisponde al vero asserire che ci siano due epidemie e che il virus non è mai scomparso. Anzi, quest’ultimo è “prepotente e arrogante con i più fragili e i più deboli – fino alla morte – ed è debole con i più giovani. Il virus cerca di sopravvivere nell’ambiente, soprattutto quando questo lo combatte”. Così si generano le varianti (fra cui la temuta Delta, ndr), che rappresentano ogni volta un virus diverso: la battaglia della scienza è pertanto molto simile a una corsa contro il virus che muta.

Secondo Vaia, occorre guardare il bicchiere mezzo pieno, in quanto, grazie ai sieri anti-Covid, abbiamo soltanto tra lo 0 e il 10% di possibilità di reinfezione. Il Green Pass, inoltre, “mi piace per come è stato immaginato, in quanto si inserisce in un continuum. Quando abbiamo iniziato noi virologi a parlare l’anno scorso, suggerendo di riaprire gli stadi, abbiamo detto che era come se fossimo in una bolla gigantesca e grazie ai nostri consigli abbiamo trasformato Fiumicino in uno degli aeroporti più sicuri”.

Francesco Vaia: “Obbligo vaccinale per prof e studenti”/ “Dubbi sugli under 12”



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