Corte dei Conti Francia avverte il governo sui costi del Patto Dutreil, spesa fiscale di 5,5 miliardi di euro per le esenzioni sulle cessioni aziendali
Francia, Corte dei conti critica fisco agevolato sulle cessioni aziendali, in vista dell’approvazione della Legge di Bilancio 2026 da parte del governo Lecornu, il revisore dei conti ha lanciato un avvertimento sui costi del Patto Dutreil. L
‘agevolazione, che permette un notevole beneficio di riduzione delle imposte per la trasmissione delle aziende familiari è stata infatti considerata troppo onerosa in termini di mancati incassi per il fisco, che secondo le previsioni andrebbe a perdere circa 5,5 miliardi di euro come già avvenuto lo scorso anno. Pertanto, come sottolineato nel rapporto che è stato pubblicato dal quotidiano Bloomberg, il provvedimento necessita di una revisione urgente.
Per la prima volta infatti la Corte dei Conti francese ha effettuato uno studio approfondito sulle conseguenze finanziarie delle esenzioni introdotte grazie al regime agevolato del quale avrebbero beneficiato sempre più contribuenti, arrivando al raddoppio nel periodo tra il 2017 ed il 2023. Questo aumento avrebbe portato a costi sempre più elevati, sottostimati nei documenti ufficiali che mostravano una contabilizzazione di soli 800 milioni di euro trascurando alcuni fattori come i trasferimenti immobiliari e quelli in denaro contante.

Rapporto della Corte dei Conti Francia sul Patto Dutreil: “Troppi costi per il fisco e minimo aumento dell’occupazione”
Un rapporto della Corte dei Conti francese ha proposto al governo di rivedere le regole sulle esenzioni fiscali previste nell’ambito del Patto Dutreil per contenere i costi del regime agevolato per la successione delle aziende in ambito familiare. Nel documento, che ha analizzato le perdite dovute a questi benefici, che attualmente garantiscono una riduzione delle imposte fino al 75% per le operazioni di cessione di imprese, viene infatti stimato un mancato introito nei conti pubblici di almeno 5,5 miliardi di euro.
Un totale che, secondo lo studio, ha avuto un grande impatto nella diminuzione delle entrate ma non ha avuto gli effetti sperati in termini di occupazione. Nonostante il raddoppio dei beneficiari infatti, non è stata rilevata alcuna maggiorazione di investimenti o posti di lavoro, previsti nell’ambito dell’adesione al patto grazie al vantaggio ottenuto nel passaggio degli asset. I risultati della valutazione quindi hanno portato alla conclusione di una necessità di modifica, eliminando alcuni beni dallo sconto e soprattutto ponendo limiti agli eredi di società considerate di lusso ma mantenendo di base una detrazione per chi si impegna a non vendere per mantenere la continuità ed evitare vendite e trasferimenti all’estero.
