Francia, femministe “Darmanin stupratore!”/ L’Ira contro il neo ministro dell’interno

- Davide Giancristofaro Alberti

Gerald Darmanin è finito nel mirino delle femministe per alcune accuse passate: “Uno stupratore all’interno!”, hanno gridato ieri fuori dall’Eliseo

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Gerald Darmanin (Youtube)

Subito guai per il neo-ministro dell’Interno Gerald Darmanin. Il 37enne, eletto nella giornata di ieri dal nuovo governo d’oltralpe guidato dal premier Jean Castex, è stato ampiamente contestato da una ventina di femministe davanti al ministero e all’Eliseo: “Uno stupratore all’Interno – le loro urla – un complice alla Giustizia”. Darmanini è il più giovane esponente del governo a ricoprire una carica così importante e Macron ha voluto premiarlo per il suo grande lavoro svolto nel governo precedente come ministro dei conti pubblici. Il problema è che lo stesso politico è accusato di violenza sessuale, dopo che una donna lo aveva denunciato nel 2018: inizialmente era stato prosciolto poi lo scorso 9 giugno la Corte di appello di Parigi aveva ordinato la ripresa delle indagini. Come scrive Il Corriere della Sera, i fatti risalgono al 2009, quando Darmanin si occupava degli affari giuridici del partito Ump sotto la presidenza Sarkozy. Sembra che una donna, Sophie Patterson-Spatz, si sia rivolta a lui per far annullare una condanna ricevuta anni prima per ricatti e telefonate moleste all’ex compagno.

GERALD DARMANIN, LE FEMMINISTE: “ALLUCINANTE LA SUA ELEZIONE”

Darmanin avrebbe acconsentito ad aiutarla ma in cambio di favori sessuali: incontratisi presso il club Les Chandelles di Parigi, il futuro ministro, sempre stando all’accusa, l’avrebbe violentata in una camera d’albergo. Il neo ministro dell’interno è stato accusato anche da un’altra donna, una vicenda risalente al 2015 quando lo stesso era sindaco della cittadina di Tourcoing, e quando avrebbe dato casa e lavoro ad una bisognosa in cambio di una relazione sessuale, procedimento poi archiviato nel 2018. «E’ allucinante – le parole di Caroline De Haas del collettivo “Nous Toutes” – la nomina di Darmanin è la più clamorosa marcia indietro sulla lotta alle violenze sessuali che, ricordiamolo, era stata definita dallo stesso Macron come “la Grande Causa” del suo mandato». Fonti dell’Eliseo hanno invece replicato che «Le indagini a carico di Darmanin non sono un ostacolo».

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