Com’è morto Franco Battiato?/ L’Alzheimer, la malattia e il pensiero sulla morte

- Alessia Miceli

A un anno dalla morte di Franco Battiato, la Rai gli dedica un documentario: “Il coraggio di essere Franco”. Ecco com’è morto il cantautore e cosa pensava dell’aldilà e di Dio

Franco Battiato
Franco Battiato, il coraggio di essere Franco (foto: web)

Le cause della morte di Franco Battiato e la frase che fece scalpore

Franco Battiato, il cantautore italiano che ha lasciato un grande segno nel mondo della musica, è morto il 18 maggio del 2021 a 76 anni. Era un uomo dalla personalità imprevedibile, era se stesso in un mondo pieno di imposizioni. Uno spirito libero, talmente tanto da non volere accanto a se alcuna moglie o alcun figlio. Viveva in Sicilia insieme ad una cuoca e altre persone che lavoravano per lui. Secondo alcune voci il cantautore sarebbe stato colpito dall’Alzheimer in modo fulminante. Poco tempo prima che ciò accadesse, l’artista aveva suscitato alcune polemiche, scaturite da una sua affermazione su se stesso: “Cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto”.

Poco dopo, il fratello Michele aveva rassicurato tutti e placato le polemiche sostenendo: “Riceve continuamente gli amici più intimi, viene curato al meglio e sta superando un momento di difficoltà, anche serenamente. Non abbiamo nessuna preoccupazione di qualsiasi sorta. Mio fratello è circondato dall’affetto degli amici più cari e dei parenti”. Poi, il 19 maggio, il giorno seguente alla sua morte, i suoi funerali sono stati celebrati in forma privata e le sue ceneri sono state seppellite a Riposto, nella cappella di famiglia. I funerali privati di Battiato sono stati celebrati da due sacerdoti, tra cui uno era amico fraterno del grande artista: fu così lo stesso Padre Orazio Barbarino a rivelare come il musicista da tempo “combatteva con una malattia degenerativa che lo aveva costretto a parlare pochissimo”.

Il pensiero di Battiato sulla morte e su Dio

Oltre alla musica Franco Battiato amava anche altri aspetti dell’arte, come la pittura, il cinema e soprattutto la filosofia. In un’intervista a “La Repubblica” il cantautore esprimeva la sua idea riguardo alla morte, tema che aveva riporta anche in alcuni dei suoi brani, con una simbologia positiva e non negativa. Battiato affermava anzi tutto che il suo pensiero non era filosofia, era l’esistenza. L’artista sosteneva: “Gli umani esistono ma non muoiono al contrario di ciò che si pensa. Si ci trasforma. Per certa gente (diceva ironicamente) sarebbe anche meglio cambiare”.

Il cantautore non poteva dire con certezza di avere o non avere paura della morte, indubbiamente però voleva essere degno di quel passaggio che un essere umano compie da una dimensione all’altra. Aveva una visione molto inclusivista delle religioni, sosteneva infatti: “Esistono tante religioni e sarebbe bene conoscerle tutte”. Lui aveva iniziato questo percorso di conoscenza a partire dagli anni ’70, intervistando anche molte personalità diverse. “Nel momento in cui si muore se sai davvero cosa stai facendo l’anima va da un’altra parte, il corpo è una cosa inutile”, era questo il pensiero di Battiato sulla morte, pensiero attraverso cui l’artista ricordava anche la superiorità dell’irrazionale sugli aspetti razionali della vita.





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