Franco Califano: “Sono stato un peccatore”/ “Pippo Baudo? Con me è stato offensivo”

- Alessandro Nidi

Il quotidiano “La Repubblica” ripropone un’intervista realizzata nel 2008 dal giornalista Gino Castaldo al “Califfo” della canzone italiana

franco califano ioete
Franco Califano

Sono trascorsi ormai quasi 7 anni e mezzo da quando Franco Califano, celebre cantautore italiano, ha lasciato questo mondo. Quest’oggi, giovedì 9 luglio 2020, il quotidiano “La Repubblica” ripropone un’intervista al “Califfo” realizzata da Gino Castaldo nel settembre del 2008, alla vigilia dei suoi settant’anni. In quell’occasione, l’artista asserì che la sua canzone più importante di sempre è “Tutto il resto è noia”: “È la cosa in cui credo, oggi più che mai, e poi è una frase che ormai come popolarità ha superato anche ‘M’illumino d’immenso”. Lui, però, nella sua vita non si annoiava e aveva tante passioni, fra cui quella per le donne: “Con il tempo mi piacciono ancora di più, anche se oggi c’è una selezione maggiore. Adesso ho la mania delle donne brutte, anzi non proprio brutte, bada bene, anche perché non esiste la donna brutta: esistono le donne e basta. Tuttavia, una cosa è certa: della categoria ‘veline’, ora come ora, non saprei che farne. Adesso a me piace una donna meno bella, anzi… trovare qualità in una donna meno bella”.

FRANCO CALIFANO: “PIPPO BAUDO MI HA OFFESO”

Sempre nell’ambito dell’intervista realizzata nel 2008 da Gino Castaldo e ripubblicata in data odierna su “La Repubblica”, Franco Califano esternò il proprio risentimento nei confronti di Pippo Baudo. “Con me lui è stato offensivo, mi ha detto: ‘Ma quando la scrivi una canzone decente…’. Ma come fai a dire a me una cosa del genere? Pensa di potersi permettere tutto, e poi ogni volta che gli ho presentato una canzone – è successo tre volte – me l’ha fatta sempre cambiare… Modifica qua, modifica là… Ma chi se ne importa, resto sereno, posso vivere anche senza Sanremo”. Il “Califfo”, che al collo portava una croce e una stella di David dorata (“Col tempo sono sempre più cattolico e, inoltre, sono amico degli ebrei”), confidò infine di essere stato un peccatore: “Dio ci ha insegnato a perdonare e quindi tutti i miei peccati devono per forza
essere perdonati. E poi dico: come può esistere l’inferno? C*zzo vuol dire l’inferno? Non parliamo del purgatorio. Ma che è,
Tangentopoli? In questo caso non sanno quello che dicono. Come può esistere un Dio che non perdona e ti manda all’inferno per l’eternità? È l’unica cosa della religione che non mi sta bene”.

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