Franco Nero/ “L’Italia mi snobba. La tv? Solo una grande illusione”

- Carmine Massimo Balsamo

Franco Nero a tutto tondo tra carriera e vita privata: “Se mai vincerò un Oscar, farò un discorso un po’ particolare: ce l’ho già in mente”.

Franco Nero
Franco Nero

Tra i grandi attori della storia italiana, Franco Nero si è raccontato senza filtri in una lunga intervista rilasciata ai microfoni de Il Giornale. Attore feticcio di Sergio Corbucci, il 78enne è entrato nella storia del cinema grazie alle sue interpretazioni, tra gli altri, ne Il giorno della civetta di Damiano Damiani, in Camelot di Joshua Logan e in Un tranquillo posto di campagna di Elio Petri. Nonostante i successi da attore e da regista, Nero ha dovuto fare i conti con tanti no: «Ho sentito produttori sentenziare: “Non c’è da ridere in questo copione, non m’interessa”. Troppa superficialità». Franco Nero ha rivelato di aver già pronto un discorso un po’ particolare in caso di vittoria agli Oscar, per poi criticare aspramente il piccolo schermo: «Ho rifiutato le fiction dell’ultimo quarto di secolo in tv. Per Il maresciallo Rocca ero la prima scelta. La verità? Non ho mai voluto fare tv». Secondo il noto interprete la televisione è una grande illusione, tanto da diffondere dati che non sono veri: «Dicono 10 milioni di spettatori ma in realtà la gente accende la tv e intanto magia. Telefona. Gioca. I vecchietti addirittura si addormentano. Russano. Il giorno dopo, nessuno sa dire cosa ha visto».

FRANCO NERO, DJANGO E QUENTIN TARANTINO

Franco Nero si è poi soffermato sulla sua carriera ricca di successi e su un futuro a dir poco sontuoso. Nel prossimo futuro c’è il sequel di Django, il capitolo definitivo: Nero sarà regista e protagonista, in programma anche il cameo di Quentin Tarantino. Lo stesso Franco Nero prese parte al film girato dal regista statunitense, che lo volle a tutti i costi nella pellicola con protagonista Jamie Foxx. E l’interprete nostrano è sempre stato un mito per QT: «L’ho incontrato tramite Penelope Cruz. Stavamo girando Talk of angels a Oviedo e, in una pausa delle riprese, lei andò al Festival di San Sebastian. Poi tornò e mi disse: ho fatto amicizia con un giovane regista americano al quale ho detto che stavo lavorando con Franco Nero. È impazzito dall’entusiasmo. Continuava a dire che sei il suo attore preferito. Vuole conoscerti. Si chiama Quentin Tarantino».

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