Freccero: “Fedez dimostra che Rai è censurata”/ “Pio e Amedeo? Sui gay hanno ragione”

- Dario D'Angelo

Carlo Freccero, grande esperto di tv, ha affrontato i temi caldi di questi giorni: da Fedez-Rai a Pio e Amedeo, passando per “La vacinada” di Checco Zalone.

carlo freccero bruno vespa
Carlo Freccero (Lapresse)

Un Carlo Freccero a tutto campo quello intervistato da Open per dire la sua – in qualità di massimo conoscitore della tv italiana e delle sue dinamiche – sui casi che hanno dominato la scena in questi ultimi giorni: dalle parole di Pio e Amedeo sulle persone gay e di colore, al brano di Checco Zalone “La vacinada”, fino ad arrivare alla vicenda Fedez-Rai, tra Ddl Zan e censura.

Rispetto ai comici di Canale 5, da parte di Carlo Freccero solamente applausi: “Conosco Pio e Amedeo da anni e li ritengo molto bravi. Loro attaccano il politicamente corretto e si sono ribellati a un dato di fatto: sulle reti Mediaset ci sono gay a ogni ora. E loro che sono “trumpiani”, in quanto eterosessuali bianchi, si ribellano a questa narrativa unica. Non solo hanno ragione, ma soprattutto dimostrano che Mediaset è libera. Pio e Amedeo sono solo il contraltare di un onnipresente Tommaso Zorzi (il vincitore del Grande Fratello, ndr) e dimostrano che a Mediaset puoi dire quello che vuoi. Mi hanno ricordato il 1979, quando ho iniziato a Canale 5: si poteva dire qualsiasi cosa, come nel programma Drive In. La loro comicità inadeguata a rappresentare una nuova sensibilità? Ma non è vero! Hanno preso in giro il pubblico di Mediaset, hanno portato sul palco i cantanti neomelodici che piacciono da morire al Sud e nelle tv generaliste non hanno spazio, hanno preso in giro tutte le categorie televisive. Loro sono intelligenti, astuti, e hanno continuamente dato prova di libertà immensa. L’indignazione? I motivi sono due: a criticarli non è il pubblico che consuma la televisione ma sono quei pochi che leggono i giornali e i tantissimi dell’universo social. E poi su questi temi scattano le tifoserie e si perde sempre di vista il senso di tutto“.

Freccero: “Draghi? Ha commesso un solo errore”

Carlo Freccero ha espresso parole di grande apprezzamento anche per la trovata di Checco Zalone, che con “La vacinada” ha rappresentato la storia di un uomo che si innamora di una donna anziana solo perché vaccinata. Come mai, ha chiesto la giornalista di Open, nessuno si è indignato per frasi come «Y non mi importa se trovo al mattino il suo sorriso sul mio comodino»? Pronta la risposta di Freccero: “Zalone ha fatto un capolavoro di propaganda. Vaccinarsi ti rendo bravo, bello e sessualmente appetibile anche da vecchio. È la punta più alta della propaganda sui vaccini, il migliore assist possibile per Figliuolo“. Poi un ampio capitolo dedicato a Fedez e al suo intervento al Concertone con annessa polemica che, secondo Freccero, “dimostra che la Rai è censurata“. Da due giorni, osserva la giornalista, invece di parlare di Ddl Zan e delle frasi dei leghisti, il discorso dominante pare essere la Rai: “Certo – spiega Freccero – perché Fedez arriva e in pochi minuti ti mostra la Rai vecchia e da buttare: l’opposto di Instagram, di Tik Tok, e di tutto quel mondo lì. Fossi stata la vicedirettrice della Rai 3 gli avrei detto: “Ma le vedi le nostre reti? La vita in diretta, gli opinionisti gay, il Festival di Sanremo? Siamo costantemente sul tema della fluidità, non puoi non rendertene conto, non può dire che noi non vogliamo affrontare il tema”. La Rai non è così vecchia come è apparsa il Primo maggio. Lo stesso non posso dire per la politica: nel festival della comunicazione andato in onda questo weekend la politica ufficiale – anzi i valletti della politica – hanno dimostrato tutta la loro inazione. I valletti della politica? La politica vera è un’altra cosa: è quella che si decide a Davos oppure nelle stanze di palazzo dove si decide il Recovery Fund“. Un parere anche su Draghi che, a detta di Freccero, “ha fatto solo un errore: è intervenuto sul calcio, ha voluto fare il politico alla Boris Johnson e ha sbagliato. E sa perché? Perché è un tifoso: essere romanista è il suo tallone d’Achille“.



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