Fulvio Abbate, lettera anonima “sporco comunista, arruso”/ Foto “Mafiosi e ottusi”

- Emanuela Longo

Fulvio Abbate insultato in una lettera: “sporco comunista e arruso”, la missiva anonima ed il commento dello scrittore sui social

Fiorella Bonizzi e Carla Abbate
Fulvio Abbate

Una lettera anonima contenente insulti è stata inviata all’indirizzo di Fulvio Abbate, scrittore, giornalista e critico italiano. E’ stato lo stesso Abbate a renderlo noto attraverso i suoi canali social sui quali ha pubblicato anche la foto della missiva. “Soddisfazioni anonime che rendono in verità felice la mia persona; mafiosi e, se ciò non bastasse, ottusi. Così questa mattina nella buca. L’offesa più grave nell’altra B dimenticata”, scrive lo scrittore. Il riferimento è al fatto che la lettera in questione sarebbe stata indirizzata a “Fulvio Abate”, con tanto di refuso nel cognome. Nella missiva resa pubblica sui social, si legge chiaramente: “Basta insultare i palermitani. Sporco comunista. Arruso”. Tra i commenti su Twitter in tanti avrebbero sottolineato l’uso del normografo usato per scrivere la lettera, minimizzando l’accaduto ed usando l’ironia: “I raffinati usano i ritagli dell’Osservatore Romano”, scrive un utente. “Marchese, il normografo però è una scelta stilistica apprezzabile”, si legge ancora anche su Instagram.

FULVIO ABBATE, LETTERA ANONIMA CON INSULTI

Sono stati numerosi i follower dello scrittore Fulvio Abbate che su Instagram e Twitter hanno sottolineato l’uso del normografo dall’autore della missiva contenente insulti ed offese con tanto di “sporco comunista” per aver, a sua detta, insultato i cittadini palermitani. Ma c’è anche chi si è soffermato di più sul contenuto della missiva anonima azzardando una sorta di analisi più approfondita: “Sembra quasi che il cuor di leone mafioso abbia voluto trascrivere un proprio dialogo interiore”, scrive un utente. “Esordisce con quel “Basta…” e subito dopo insulta un vero palermitano (pur sbagliandone il cognome): ce l’ha dunque con sé stesso. Per quanto, all’offesa generica “sporco” abbia poi stranamente abbinato un complimento ancorché desueto (= “comunista”) e un concetto adiaforo, seppur volgarmente utilizzato con intento dispregiativo (= “arruso”)”, ha concluso. Dove “arruso”, in siciliano ed in senso ovviamente spregiativo, significa omosessuale.



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