Furbetti del cartellino, giravolta M5s “Stop impronte digitali”/ Dadone: “Deprime…”

- Carmine Massimo Balsamo

Furbetti del cartellino, dietro front del M5s: il ministro Fabiana Dadone “rinnega” il lavoro di Giulia Bongiorno e dice stop alle impronte digitali.

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Fabiana Dadone, Ministro della Pubblica Amministrazione (LaPresse, 2019)
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Furbetti del cartellino, il ministro M5s Fabiana Dadone annuncia lo stop alle impronte digitali: niente rilevazione per incastrare i dipendenti pubblici assenteisti poiché «deprime chi ogni mattina si reca sul posto di lavoro con energia ed entusiasmo». Un netto dietro front rispetto alla gestione Giulia Bongiorno, con l’ex ministro per la Pubblica Amministrazione che aveva dichiarato guerra tech agli assenteisti della PA: «Rappresenta un uso criminalizzante della tecnologia, che porta con sé un pregiudizio negativo verso i dipendenti pubblici», spiega l’esponente grillina in una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Italia Oggi. Non è tardata ad arriva la replica della Bongiorno, che su Twitter ha attaccato: «Ho combattuto contro l’assenteismo nella Pubblica Amministrazione introducendo controlli con impronte digitali, il nuovo ministro combatte contro la legge sulle impronte digitali. Gli assenteisti ringraziano!».

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FURBETTI DEL CARTELLINO, FABIANA DADONE: “STOP IMPRONTE DIGITALI”

Una giravolta M5s, dunque: i grillini avevano dato il via libera alla riforma targata Bongiorno, ma ora la neoministro Fabiana Dadone si dice pronta a “smontare” tutto. Nella lunga intervista rilasciata a Italia Oggi, l’esponente pentastellata ha tenuto a precisare che l’esecutivo proseguirà e darà un’accelerata «all’opera di modernizzazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione. È una sfida fondamentale per gli uffici pubblici e per il Paese intero. Dall’altra parte, proprio le tecnologie ci offrono davvero la chance di passare, direi, dalla logica della sfiducia prevenuta a quella della fiducia avveduta nei confronti del pubblico impiego, dalla filosofia dell’adempimento a quella del risultato». Paola Pisano, ministro M5s all’Innovazione, ha aggiunto a Repubblica: «Bisognerebbe usare le 200 ore di alternanza scuola lavoro degli studenti mandandoli negli uffici pubblici a spiegare il digitale».

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