Furti in sedi Rai? Sparite 120 opere d’arte/ Danno milionario: “È dal 1996 che…”

- Raffaele Graziano Flore

Furti nelle sedi Rai di tutta la penisola? Danno milionario: dal 1996 a oggi sparite 120 opere d’arte tra quadri, sculture e oggetti. Montanari: “Paradosso, i ladri conoscono meglio di…”

Rai, la sede di Viale Mazzini
Rai, la sede di Viale Mazzini (Twitter)

Furti per milioni di euro in Rai? Dopo la denuncia fatta a suo tempo da “Striscia la notizia” in merito alla scomparsa di due opere rispettivamente di Giorgio de Chirico e di Renato Guttuso dalla storica sede dell’aziende televisiva del servizio pubblico di Viale Mazzini, alcuni organi di stampa tra cui “il Messaggero” danno notizia di una denuncia fatta dai rappresentanti dei vertici della Rai e in cui si parla di un vero e proprio “sacco” di opere d’arte in diverse sedi della penisola per un totale di 120 opere del valore di svariati milioni di euro. Ma cosa c’è dietro il mistero di questi dipinti, sculture e tanti oggetti di valore trafugati, appartenenti peraltro a una collezione che consta di oltre 1500 pezzi?

Al momento quello che è certo è che la denuncia ha portato il nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ad attivarsi, dato che la perdita non è ancora quantificabile con certezza e all’appello potrebbero mancare diversi pezzi. Nella Capitale il pm Francesco Molinaro ha aperto nel frattempo un’inchiesta per capire cosa sia accaduto e se le opere, tra cui alcuni capolavori dei già citati Guttuso e de Chirico, ma anche Monet, siano stati rubati o semplicemente siano andati persi, e come. Stando ad alcune indiscrezioni che comunque attendono conferma, sulla vicenda delle opere scomparse dalle sedi Rai i riflettori ora sarebbero accesi pure sugli stessi dipendenti dell’azienda anche se a onor del vero pare che tutte le piste rimangono sul tavolo.

RAI, FURTI PER MILIONI DI EURO: SCOMPARSE OPERE D’ARTE DA VARIE SEDI

Infatti in attesa che emergano nuovi elementi, tutta la grottesca vicenda sembra assumere i toni del giallo: quello che sorprende, al di là del numero di opere scomparse e del fatto che il loro valore complessivo ammonta a svariati milioni di euro, è il fatto che i suddetti pezzi siano scomparsi in diverse sedi Rai dello stivale, da Nord a Sud. Semplice coincidenza? Il mistero, tuttavia, non è recente dato che nelle cronache si trovano antecedenti già a metà degli Anni Novanta quando si parlava di furti di oggetti e sculture preziose. A far discutere, nelle ultime ore, è che tra i pezzi della collezione di cui non si ha più traccia vi sarebbero pure quattro miniature, in bronzo o argento, che riproducono proprio l’iconico cavallo all’ingresso di Viale Mazzini e opera dello scultore Francesco Messina.

Intervenuto sulla vicenda, lo storico dell’arte e professore Tomaso Montanari ha parlato di un paradosso: “La sottrazione di 120 opere d’arte, rubate dalle sedi della tv di Stato, dimostra infatti che i ladri conoscono meglio l’entità dei manufatti conservati rispetto a chi dovrebbe tutelarli” ha detto il diretto interessato parlando con l’Adnkronos, lanciando una frecciata al servizio pubblico, poco attento e anche poco consapevole del patrimonio posseduto. “Succede così anche nelle chiese italiane in cui non entra più nessuno, ma i ladri sì…” è la chiosa amara di Montanari che si domanda in che mani sia finita la Rai, un tempo “la più grande azienda culturale del Paese” nelle parole di Pier Paolo Pasolini, e oggi diretta da una classe politica che a suo dire non sa distinguere “tra un de Chirico originale e un poster da due soldi”.

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