G20 religioni “togliete razza da Costituzione”/ “Buone intenzioni? Cancellare subito”

- Niccolò Magnani

L’appello del G20 delle religioni sul razzismo: “togliete la parola razza dalla Costituzione”. Il monito, i dubbi e la potenziale “cancel culture” che può celarsi dietro

razzismo
Il problema razzismo (foto Pixabay)

«Mai più il termine ‘razza’ nella Costituzione»: arriva dal G20 delle religioni, in questi giorni convocato a Bologna, l’appello agli Stati per eliminare nelle rispettive Carte costituzionali la parola divenuta sempre più “scandalosa” negli ultimi anni. Secondo Sergio Rizzo su “Repubblica”, «Mentre intolleranza e razzismo mostrano ovunque preoccupanti sintomi di recrudescenza non ci poteva forse essere messaggio più potente di quello dato ieri a Bologna dal G20 Interfaith».

Il forum interreligioso, introdotto dalle parole di Papa Francesco sulla necessità di «custodire la fraternità», ha partorito un monito netto sul fronte forse più “alla moda” degli ultimi anni, il razzismo. Senza per questo sminuire la portata storica tremenda che l’abominio sulla razza ha generato, che l’unica seria intenzione portata avanti dal G20 delle religioni sia l’abolire un concetto, quasi una “cancel culture” al contrario, dovrebbe far riflettere. E invece dal forum si dicono convinti che questo fatto potrebbe cambiare per sempre in meglio la storia: «facciamo appello al legislatore nazionale di togliere il concetto di razza  dalla Costituzione».

LA “RAZZA” E IL DUBBIO

Nella sessione tematica del G20 Interfaith Forum di Bologna intitolata “Il razzismo e la leadership religiosa verso la riconciliazione”, si evince che «se la parola razza non sia in sè una terminologia distorta, e l’invito a proporre di cancellarla dal lessico del istituzioni, anche quando è usato con le migliori intenzioni, di cui all’articolo 3 della Costituzione italiana». In Francia e Germania negli anni scorsi si è intervenuti per modificare alcune parti delle Costituzioni per eliminare il termine “scandaloso”, ma anche in Italia la senatrice a vita, sopravvissuta ai lager nazisti, Liliana Segre invita proprio in questi giorni ad eliminare la parola razza, «sarebbe un ottimo segnale». ‘Repubblica’ chiede ai partiti di intervenire al più presto per dirimere quel numero di 239 atti-leggi della Costituzione che citano la parola suddetta: conclude Rizzo, «possiamo immaginare le reazioni alla proposta del G20 Interfaith, fra chi farà spallucce e chi dirà che abbiamo ben altri problemi: in fin dei conti perché perdere tempo per una parolina? Già, è solo una parolina. Che però continua a pesare come un macigno sulla storia dell’umanità». Siamo però così sicuri che un intervento “dall’alto” che elimini un concetto, un termine, possa realmente servire per eliminare l’ancestrale e terribile pregiudizio razziale? Non ci ha insegnato nulla la recente campagna mediatica della “cancel culture” che, partendo da nobili propositi – eliminare tutte le disuguaglianze e discriminazioni – arriva a modificare se non “obliare” la memoria storica e culturale della nostra umanità? Non servirebbe piuttosto insistere sull’educazione al rispetto e alla pari dignità di ogni singola persona, eliminando ogni elemento di violenza dalla sacralità della vita – come invita il Papa proprio al G20 delle religioni – per far capire come il problema non sia utilizzare una parola (razza), ma l’ideologia che viene costruita su quella parola (razzismo) ?



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