Gabriel Batistuta/ “Avevo le caviglie a pezzi, chiesi l’amputazione delle gambe”

Gabriel Batistuta a tutto tondo: dall’amore con Firenze ai problemi di salute, “sono stato torturato dalle distorsioni”. Fino alla rivelazione choc.

Gabriel Batistuta
Gabriel Batistuta a TyC Sports

Intimo, senza filtri e profondamente vero: Gabriel Batistuta a 360° nella lunga intervista rilasciata a Sette de Il Corriere della Sera. L’ex attaccante argentino ha fatto le fortune di Fiorentina e Roma, facendo innamorare il popolo viola e regalando uno scudetto a quello giallorosso, prodezze che però gli sono costate care una volta appesi gli scarpini al chiodo: «Appena smesso, mi sono ritrovato con le caviglie a pezzi. Non avevo più cartilagine. Osso contro osso, su un peso di 86-87 chili: il minimo movimento diventava un tormento. Lo stesso problema di Van Basten, che ha detto basta a 28 anni. Certi giorni non riuscivo a scendere dal letto. Piangevo di rabbia e mi dicevo: non può finire così». Un dolore tremendo e insopportabile, spiega il Re Leone, talmente forte da portarlo a considerare scenari choc…

GABRIEL BATISTUTA: “CHIESI L’AMPUTAZIONE DELLE GAMBE”

Gabriel Batistuta ha raccontato la sua sofferenza, spiegando poco dopo: «Stavo male. Così male che sono andato da un amico medico e gli ho chiesto di amputarmi le gambe. L’ho pregato, ho insistito. Gli ho detto che quella non era più vita». Un racconto da brivido, con l’ex bomber che un mese fa si è recato a Basilea per l’applicazione di una protesi alla caviglia sinistra: l’operazione del professor Beat Hintermann è perfettamente riuscita, ora Bati-gol è a Firenze per la dura ma confortante riabilitazione. «Una soluzione che rincorrevo da almeno sei-sette anni. Fra 40 giorni, tolto il tutore, sapremo se il dolore è scomparso e potrò finalmente camminare come una persona normale», ha rimarcato Batistuta, che non ha alcun tipo di rimpianto: «Tutto quello che è successo l’ho voluto io. Nessuno mi ha obbligato: avrei potuto prendere il mio tempo, gestire meglio gli infortuni, curarmi senza fretta. Invece non l’ho fatto, è andata così».



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