Gabriele Celesti, avvocato Martina Patti/ “Chiederemo perizia psichiatrica”

- Alessandro Nidi

Gabriele Celesti, legale difensore di Martina Patti, ha sottolineato: “Credo che solo durante l’interrogatorio abbia capito che Elena non sarebbe più tornata”

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Gabriele Celesti, avvocato di Martina Patti (Quarto Grado, 2022)

Gabriele Celesti, avvocato di Martina Patti, la madre di Elena Del Pozzo che ha confessato l’omicidio della figlia di soli cinque anni, è stato intervistato dall’inviato della trasmissione di Rete 4 “Quarto Grado”, condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. Il legale difensore della madre-killer ha esordito dicendo: “La persona che ho visto io in interrogatorio era una donna stravolta, sconvolta, sotto choc. Non mi è parsa per nulla una donna fredda, determinata, lucida, com’è stata descritta. È stato un interrogatorio drammatico e ho avuto la sensazione che lei si sia resa conto soltanto lì che sua figlia non sarebbe tornata”.

Uno dei tanti dubbi che avvolgono questa drammatica vicenda di cronaca nera riguarda la questione premeditazione: c’è stata oppure no? L’avvocato Celesti ha spiegato: “Per quanto riguarda la premeditazione dell’omicidio da parte di Martina Patti, l’utilizzo di alcuni attrezzi per l’occultamento del cadavere e l’utilizzo dei sacchi di plastica per coprirlo sarebbero gli elementi che porterebbero verso questa direzione. Poi, ovviamente, anche questo andrà accertato: se il movente fosse realmente la gelosia, la premeditazione in qualche modo si sposerebbe con questo movente”.

MARTINA PATTI, PARLA IL LEGALE: “FAREMO VALUTARE LA MAMMA DI ELENA DEL POZZO DA UNO PSICHIATRA”

Nel prosieguo del suo intervento a “Quarto Grado”, l’avvocato di Martina Patti ha poi risposto alla domanda circa il presunto livido che un anno fa la famiglia Del Pozzo avrebbe individuato sul corpo della piccola Elena e fotografato: “Non ho informazioni su questo, ma mi pare strano che, se queste persone avessero avuto notizia certa di maltrattamenti continuativi nei confronti della bambina, non si siano sentite in dovere di intervenire per evitare che questi fatti si ripetessero”.

Adesso, la strategia della difesa è quella di richiedere una perizia psichiatrica per Martina Patti, peraltro facendo la prima mossa in totale autonomia: “Noi faremo valutare la signora da uno psichiatra di nostra fiducia”.





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