Galli: “A Natale mascherine in casa”/ “Evitare abbracci, distanziarsi e arieggiare”

- Davide Giancristofaro Alberti

Secondo il professore Massimo Galli sarebbe buona cosa utilizzare le mascherine durante le festività natalizie, ma anche distanziamento e non solo

massimo galli
Professor Massimo Galli, direttore rianimazione Ospedale Sacco Milano (LaPresse, 2020)

Invoca estrema prudenza in vista del Natale, il professor Massimo Galli. L’ex primario di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ha spiegato stamane, parlando con i colleghi del quotidiano Il Mattino: “In famiglia a Natale bisognerà stare molto attenti: quando si incontrano ragazzi in età scolare o bambini più piccoli con i nonni più fragili ed esposti al virus, anche se vaccinati, il rischio aumenta”.

Quindi Galli ha proseguito: “Esiste una quota di vaccinati che per varie ragioni non ha risposto adeguatamente al vaccino e che rischia quando il virus circola di più e rischia soprattutto a causa di chi non si è vaccinato”. Ecco perchè, vista la situazione attuale ancora di non sicurezza, durante le festività natalizie, sarebbe opportuno “usare le mascherine finché si può. E a tavola distanziarsi e non impiegare le stesse posate e gli stessi bicchieri”. E ancora: “Arieggiare le stanze, evitare di abbracciarsi, controllare con un tampone chi sembra avere anche un solo e semplice raffreddore. Ricordiamoci che siamo ancora in mezzo a una pandemia e che bisogna stare attenti anche se siamo vaccinati”.

MASSIMO GALLI E LE REGOLE PER IL NATALE: “I VACCINI SONO EFFICACI MA…”

Quindi il medico ha osservato che: “I vaccini attenuano le conseguenze e ci permettono di fare una vita quasi normale, ci proteggono realmente ma per venirne veramente a capo dobbiamo vaccinare tutto il mondo”. Massimo Galli ha affrontato anche la questione Omicron, l’ultima variante del ceppo originario del covid, scoperta meno di un mese fa in Sud Africa.

“Il virus continua a cambiare più di quanto atteso – ha commentato a riguardo il noto virologo – i vaccini ne attenuano le conseguenze. Sono uno strumento per consentirci di fare una vita quasi normale. Uno strumento forse imperfetto, ma in grado di proteggerci realmente, prevenendo la malattia. Bisogna poi capire che per venirne a capo bisognerà vaccinare tutto il mondo e non solo un territorio”.



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