Galli: “Inutile vaccinare chi ha avuto il Covid”/ “Nei colleghi reazioni fastidiose”

- Dario D'Angelo

Il professor Massimo Galli: “Inutile vaccinare chi ha già avuto il Covid”. L’infettivologo mette in guardia dai rischi per chi ha già avuto la malattia.

massimo galli
(Accordi e disaccordi)

Inutile vaccinare chi ha avuto il Covid-19“: il professor Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, è fermamente contrario all’ipotesi di sottoporre a richiami vaccinali chi ha già contratto la malattia. A detta dell’esperto, infatti, la vaccinazione per chi ha già sviluppato la patologia potrebbe presentare degli effetti indesiderati più marcati come nausea, capogiri, linfonodi ingrossati e stati febbrili. Intervistato ieri da “La Repubblica”, Galli ha infatti spiegato: “I colleghi che si sono ammalati in passato e che hanno fatto prima, e soprattutto seconda dose del vaccino, hanno avuto effetti collaterali fastidiosi. Soprattutto manifestazioni febbrili e linfoadenopatia, vale a dire aumento del volume dei linfonodi che si attivano per una risposta del sistema immunitario. Se è grave? Non abbiamo visto manifestazioni gravi, ma è un fastidio ed è la dimostrazione di quel che penso sull’inutilità del vaccino per chi ha già gli anticorpi naturali avendo contratto l’infezione. E quando arriva la seconda dose è anche peggio, perché fare il richiamo manda gli anticorpi alle stelle“.

Galli: “Inutile vaccinare chi ha avuto il Covid”

Eppure l’orientamento attuale prevede che anche i convalescenti che hanno superato la malattia vadano vaccinati. Il professor Galli al riguardo ha dichiarato: “Ecco, io penso che non ci sia motivo di vaccinare e tanto meno di fare il richiamo a chi ha naturalmente una reminiscenza della risposta immune, che non è data solo dagli anticorpi ma anche dalla della memoria immunologica“. Galli ha poi parlato del rischio di una terza ondata: “Potrebbe andare peggio, ma ci vuole molto poco per ritrovarci nei guai. Il trend oggi non è sfavorevole ma tra questo e dire che siamo belli tranquilli, c’è una differenza. Basta vedere Paesi attorno a noi, che hanno numero casi circa doppio del nostro, sia per effetti delle misure meno restrittive, sia per le varianti. Che per fortuna qui non sono presenti in modo documentato e rilevante. Per questo dico che il richiamo alla prudenza rimane inevitabile, anche se molti lo scansano“.

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