Galli “Test rapidi vanno riconsiderati”/ E i pediatri “Boom di prenotazioni tamponi”

- Davide Giancristofaro Alberti

Galli, infettivologo del Sacco di Milano, ha spiegato che è necessiario riconsiderare i test rapidi contro il coronavirus, visti i tempi di attesa eccessivi del tampone “normale”

Massimo Galli
Massimo Galli a La7

Massimo Galli, noto primario infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano, è stato intervistato stamane dai microfoni di Sky Tg24, e nell’occasione ha parlato di diversi argomenti, a cominciare dai test rapidi contro il coronavirus, sempre più diffusi: “Non è possibile dover attendere tanti giorni per la risposta di un test, e nemmeno risolvere il problema a carico delle persone dicendo di stare a casa per 14 giorni, senza nessun tipo di test o indagine ulteriore”, ricordando come un bimbo di Nembro, considerato un sospetto positivo, attende di conoscere l’esito del proprio tampone da ben sette giorni, con i genitori costretti a rimanere chiusi in casa senza alcun motivo. “I test rapidi antigenici – ha aggiunto – sono gravati da qualche problema di sensibilità, ma ciò vale anche per i tamponi. Si è cominciato a usarli un po’ ovunque, credo bisognerebbe avere il coraggio di prendere in mano la situazione. Questo però significa avere anche delle presenze all’interno delle scuole e un potenziamento importante della medicina territoriale, in grado di fare e leggere rapidamente questi tamponi”.

GALLI SUI TEST RAPIDI, I PEDIATRI “SIAMO GIA’ OBERATI DI LAVORO”

E a proposito dei tamponi rapidi nelle scuole, i pediatri hanno già registrato un boom di prenotazioni per i tamponi da parte dei genitori preoccupati per i propri figli in vista della stagione influenzale: “I pediatri sono sommersi dalle telefonate di genitori – le parole all’agenzia Adnkronos da parte di Paolo Biasci, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) – che richiedono il tampone per i loro figli, preoccupati per sintomi che pure in questa stagione sono nella norma: tosse, febbre, problemi gastrointestinali. Disturbi che, però, ora è necessario distinguere da un’infezione da coronavirus”. Biasci ha sottolineato come i pediatri siano già adesso oberati di telefonate “che ci descrivono i soliti sintomi, quelli che gestiamo ogni anno ma che, in epoca Covid, ci fanno sospettare un’infezione. E’ prevedibile, quindi, che le richieste di tampone per bambini e ragazzi cresceranno in maniera esponenziale”.

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