Galliani: “Il covid mi ha avvicinato alla fede”/ “Ho dovuto assumere antidepressivi”

- Davide Giancristofaro Alberti

Le parole dell’ad del Monza, Adriano Galliani, ai microfoni del Corriere della Sera: “Il covid mi ha cambiato completamente, vi racconto qualche aneddoto”

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Monza promosso in Serie B- Adriano Galliani, ad del club brianzolo (LaPresse)

Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza, e trentennale ad del Milan, si è avvicinato in maniera importante alla fede nelle ultime settimane, complice il covid contratto negli scorsi mesi. E così che durante la gara di ritorno delle semifinali dei playoff, conclusasi con una vittoria contro il Cittadella 2 a 0, ma non con il passaggio del turno visto il 3 a 0 dell’andata in favore dei veneti, Galliani si è alzato dalla tribuna e si è fatto accompagnare in chiesa: «Ho chiamato Alberto, il mio autista, e mi sono fatto portare alla chiesa di Lesmo. Era chiusa ma lì fuori ho pregato».

Come detto sopra, Galliani ha cambiato l’approccio alla vita dopo il covid: «Completamente. Le basti sapere che lunedì mentre tornavo da Cittadella ho rischiato un incidente con un’autobotte che ha cambiato improvvisamente corsia. Altro che preoccuparmi per la sconfitta: se mi fosse venuta addosso, il risultato della partita sarebbe stato un’inezia al confronto. La mattina dopo ero alla Chiesa del Carmine per ringraziare la Madonna».

GALLIANI: “BERLUSCONI MI HA REGALATO UN QUADRO DELLA MADONNA”

Un avvicinamento a Dio da parte di Galliani che è stato apprezzato anche dal suo storico datore di lavoro, Silvio Berlusconi, numero uno del Monza e leader di Forza Italia: «Il presidente oltre ad avermi mostrato affetto nei giorni del ricovero, mi ha fatto un regalo meraviglioso. Aveva letto la mia intervista a Maria con te, in cui dichiaravo che senza l’aiuto della Madonna sarei sprofondato in un abisso e che La ringraziavo per il sostegno. Ho rischiato di morire e nel pericolo mi sono rivolto a Lei ogni giorno. Silvio Berlusconi mi ha sorpreso donandomi un quadro che ritrae una Madonna con Bambino. Fantastico».

Tanta fede ma la passione per il calcio continua a non scemare, ed è molta l’amarezza per aver sfiorato la finale dei playoff di Serie B: «Provo grande amarezza perché per un solo gol abbiamo fallito l’obiettivo. Certo non dico che se avessimo vinto 3-0 saremmo saliti automaticamente in A, poi avremmo dovuto giocarci la finale con il Venezia, però avremmo di certo affrontato la sfida con grande entusiasmo. Resta la soddisfazione di aver procurato al Monza, con il terzo posto solitario nella regular season, il miglior piazzamento della storia del club. Anche nel 1979 la squadra si classificò nella medesima posizione, ma con il Pescara con cui perse poi lo spareggio».

GALLIANI: “L’UNICO A CHIAMARMI E’ STATO BALOTELLI”

Ma sul futuro del club non si sbilancia, a cominciare da un possibile avvicendamento di Filippo Inzaghi in panchina al posto di Brocchi: «È presto per fare nomi: rifletteremo e sceglieremo il profilo migliore». Sul mercato invece Galliani predica calma: «Dobbiamo vendere un mare di giocatori. Stavolta prima di indicare l’obiettivo dovrò verificare quante pedine sono uscite e che mercato potremo fare. Le ambizioni restano, mi sbilancerò dopo aver verificato il nostro organico e quello degli avversari». Quindi racconta un retroscena riguardante Mario Balotelli: «Sul 2-0 per l’eccessiva emozione ho lasciato lo stadio. Sono tornato al Brianteo quando la gara era conclusa. Sullo smartphone ho controllato il risultato e a causa della delusione, senza nemmeno rivedere gli highlights, ho preferito andare subito a casa senza entrare negli spogliatoi. A mezzanotte nessuno ha avuto il coraggio di chiamarmi, tranne… Balotelli? Esatto. Mi ha chiesto “Boss come stai? Stai su con il morale”. È uno dei pochissimi giocatori che ho avuto in tutti questi anni a darmi del tu». La conclusione è ancora sul covid, e sugli strascichi psicologici lasciati: «Quando sono stato dimesso mi avevano prescritto antidepressivi, che ora ho smesso di assumere. Un mese dopo l’uscita dal San Raffaele, ero stato convocato per una serie di controlli. Quattordici visite specialistiche, al termine delle quali ho incontrato lo psicologo. Mi ha chiesto se soffrissi di crisi depressive. Ho risposto sì. Il medico si è preoccupato, mi ha domandato se gli episodi fossero più frequenti la mattina o la sera. Gli ho risposto che variano a seconda dell’ora in cui giocano il Monza e il Milan».

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