Delitto di Garlasco, generale Garofano chiama Ore 14 Sera: "Basta con i sospetti!". Il legale di Lovati svela chi sono "quei signori lì" citati dai Sempio
DELITTO DI GARLASCO, SPUNTA UNA CHIAVETTA USB?
Non ne può più il generale Luciano Garofano di dover spazzar via i sospetti che qualcuno tenta di addensare sulla sua figura; per questo ha colto l’occasione, durante l’ultima puntata di Ore 14 Sera, per ribadire la sua estraneità a ogni stranezza che riguarda il delitto di Garlasco.
Nelle ultime ore era emerso il giallo di una presunta chiavetta USB con alcuni documenti che, secondo le ipotesi, l’avvocato Federico Soldani — nel 2017 legale di Andrea Sempio — avrebbe potuto consegnare proprio all’ex comandante del RIS.
Ma quest’ultimo, per ribadire la trasparenza del suo operato, ha telefonato in diretta a Milo Infante, affermando di non ricordare di aver incontrato a Parma l’allora difensore di Sempio e, soprattutto, negando di aver ricevuto una chiavetta USB, anche perché quello stesso giorno aveva ricevuto via mail la documentazione da cui sarebbe poi partito per preparare la sua consulenza.

Proprio su come quei documenti fossero nella disponibilità dei legali di Sempio vuole fare chiarezza la Procura di Brescia, che indaga per corruzione in atti giudiziari. Garofano ha spiegato di aver ricevuto un fascicolo di 93 pagine, su cui era apposto il timbro della Procura generale di Milano, ma di non sapere come quelle carte siano arrivate all’avvocato Soldani. Peraltro, neppure la difesa di Alberto Stasi disponeva della copia di quel fascicolo.
LO SFOGO IN DIRETTA DEL GENERALE GAROFANO
Dopo aver sentito parlare della chiavetta USB e del presunto incontro tra lui e l’avvocato Soldani, il generale ha deciso di prendere in mano il telefono e intervenire in diretta.
«Sgombriamo il campo da sospetti e misteri che gettano sempre ombre sul mio operato. Sono stanco, sono veramente allibito. Ora basta, perché il mio operato è stato trasparente», è stato lo sfogo del generale Garofano, che ha chiesto di restare ai fatti documentati e di poter vivere sereno, lontano da misteri e complotti che non possono riguardarlo alla luce del suo comportamento sempre trasparente.
La posizione dell’ex RIS era già chiara al conduttore, il quale ha comunque ribadito che non ci sono dubbi sul fatto che egli abbia ricevuto in buona fede quelle carte via mail, senza doversi chiedere da dove provenissero.
COSA HA RIVELATO GALLO A ORE 14 SERA
A far discutere, però, sono state le dichiarazioni dell’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, il quale, a Ore 14 Sera, ha dichiarato che Soldani dovrebbe dire la verità agli inquirenti, mentre il suo cliente l’ha sempre detta. «Per alleggerire la posizione di ognuno degli avvocati, sarebbe opportuno andare in Procura», ha suggerito Gallo, annunciando che lunedì si recherà in Procura per chiedere che Lovati venga sentito, al fine di chiarire la sua posizione.

Secondo Gallo, sarebbero state dette delle bugie dagli altri due ex legali di Andrea Sempio, ma non è passato inosservato neppure il riferimento a “quei signori lì” di cui parlavano i genitori di Sempio in un’intercettazione: «Abbiamo la prova provata che “quei signori” venivano contattati da Soldani, non da lui. Era l’unico», ha dichiarato Gallo, secondo cui «sarebbero forse i due carabinieri».
Molto più esplicita è stata la criminologa Roberta Bruzzone nel chiedere chiarimenti. Gallo ha risposto che la famiglia Sempio, quando si riferisce ai difensori, parla di avvocati: «Quando parla di “quei signori lì”, non si riferisce agli avvocati. Un rapporto addirittura dice che c’è un legame diretto tra la famiglia Sempio e “quei signori lì”, che escluderebbe i legali. Io credo che, con quella frase, la madre non si riferisse ai difensori, perché lo specifica se parla di avvocati o di “quei signori lì”. È tutto nelle intercettazioni».
