“Genitori e figli vicini in aereo senza costi extra”/ Tar boccia ricorso Ryanair

- Dario D'Angelo

Il Tar ha dato ragione all’Enac: “Genitori e figli, o disabili e accompagnatori, devono viaggiare vicini in aereo senza costi aggiuntivi”. Bocciato Ryanair.

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Foto di Joshua Woroniecki da Pixabay

Niente da fare per Ryanair: il Tar ha respinto il ricorso presentato dalla compagnia aerea in opposizione al provvedimento con cui l’Enac ha stabilito che minori e passeggeri fragili del trasporto aereo hanno diritto all’assegnazione gratuita del posto accanto a genitori o accompagnatori. La svolta impressa lo scorso 16 luglio dall’Ente nazionale per l’aviazione civile era arrivata in via d’urgenza dopo anni di reclami da parte di genitori che si trovavano a dover pagare un sovrapprezzo, a volte superiore al costo stesso del biglietto, per vedere riconosciuto il proprio diritto a viaggiare accanto al proprio figlio. Lo stesso dicasi per gli accompagnatori di soggetti affetti da disabilità. Una pratica inaccettabile, a maggior ragione in considerazione del fatto che in gioco ci sono anche ragioni di sicurezza del volo: in presenza di eventuali emergenze, infatti, i minori o le persone affette da patologie o disabilità potrebbero non riuscire a muoversi autonomamente.

ENAC, MULTE SALATE PER LE COMPAGNIE AEREE CHE NON RISPETTANO REGOLE

La decisione Enac è stata ampiamente condivisa dai giudici del Tribunale amministrativo, che hanno dato ragione all’Ente e rigettato l’accusa rivolta dalla compagnia irlandese, ovvero di essere intervenuto su tematiche di natura tarrifaria. Ad animare il provvedimento, ha ribadito Enac, solo ragioni di “safety, sicurezza del volo”. L’Enta in ogni caso ha fatto sapere che continuerà a monitorare i comportamenti di tutte le compagnie aeree, con multe da 10mila fino a 50mila euro per quelle che non si adegueranno al nuovo regime. Il caso ha coinvolto anche altri vettori, come Wizzair, Easyjet e Volotea, che per questo sono stati già sanzionati. Ad esprimere soddisfazione per il pronunciamento del Tar è stato anche il ministro della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, parlando di “fine ad una pratica odiosa“.



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