GEORGE MICHAEL/ Andrew Ridgeley: aveva paura si scoprisse che era gay

- Paolo Vites

La lotta di George Michael per tenere nascosta la sua omosessualità

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George Michael

Non è una sorpresa quanto dichiara nella sua autobiografia l’altra metà degli Wham!, Andrew Ridgeley, ben presto scomparso dalle scene musicali dopo la fine del gruppo. E che cioè George Michael fosse sempre stato omosessuale ma che avesse combattuto strenuamente perché la cosa rimanesse segreta. Motivo? Paura che sapere pubblicamente la sua natura sessuale distruggesse la sua carriera. Paura ben fondata. Negli anni 80 anche nel mondo dello spettacolo l’omofobia dettava legge. Esattamente come successo all’attore Rock Hudson, sex symbol delle donne di tutto il mondo, il suo essere omosessuale andava tenuto nascosto. Non è un caso che i video trasmessi su Mtv (che fino ai primi anni 80 si rifiutò di trasmettere un solo video musicale dove figurassero degli artisti di colore, rivelando di essere anche razzista) degli Wham! e poi di Michael solisti fossero infarciti di super model e bellissime ragazze che gli si strusciavano addosso.

L’OMOFOBIA DI MTV

Così è sempre stato anche per un altro famoso gay, Elton John, i cui video non prevedevano mai la presenza di una controparte maschile. Alla faccia della liberalità della musica. Nella sua biografia Ridgeley dice che la prima volta in cui Michael rivelò di essere gay avvenne a Ibiza nel 1983: “Non sapevo se dirtelo” mi disse, guardando Shirlie, “ma lo farò. Sono gay”». Da quel momento ci mise 15 anni per rivelare pubblicamente di essere omosessuale.  Il motivo secondo Ridgeley era che il cantante era ossessionato dal successo e non voleva rovinare la sua corsa all’olimpo delle star: prima veniva la carriera, poi il sesso, dice. «George ha rifiutato di dirlo anche dopo la morte per Aids del suo fidanzato Anselmo Feleppa Aids nel 1993. Era devastato, ma non era in grado di discuterne in pubblico. Se avesse parlato prima, chissà in che modo le cose sarebbero potute andare» scrive ancora.



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