Muslim Interaktiv, gruppo islamista tedesco, è stato bandito dalla Germania dopo una manifestazione in cui è stato chiesto il Califfato
La Germania ha bandito Muslim Interaktiv, un gruppo estremista, dopo che lo stesso era sceso in piazza chiedendo l’istituzione di un califfato. La notizia è riportata da numerosi organi di informazione online, sia tedeschi che internazionali e nazionali, sottolineando come quella richiesta abbia suscitato indignazione. Per Andy Grote, senatore di Amburgo del partito SPD, il divieto imposto a Muslim Interaktiv rappresenta un duro colpo al “moderno islamismo di TikTok”. Il gruppo di estremisti islamici parlava in particolare ai giovani dei social, ed aveva ottenuto diversi seguaci. “Con il divieto imposto a ‘Muslim Interaktiv’, le nostre autorità di sicurezza hanno eliminato un gruppo islamista pericoloso e molto attivo”, ha commentato ancora Grote.
Ad annunciare il ban era stato il Ministro federale degli Interni, Alexander Dobrindt (CSU), comunicando ulteriori verifiche anche nei confronti di altri due gruppi islamici, leggasi Generation Islam e Realität Islam. Ma perchè è stato bannato Muslim Interaktiv? Perchè il gruppo ha rifiutato i principi della democrazia e dello stato di diritto tedesco, esprimendo una posizione fortemente anticostituzionale.
Inoltre, l’organizzazione ha negato il diritto di Israele all’esistenza, e sulla vicenda è ancora in corso una indagine da parte della polizia, che ha perquisito i locali dell’associazione ad Amburgo ma anche a Berlino e Assia. Peter Tschentscher, sindaco della città anseatica, ha accolto con favore il divieto spiegando che “Le informazioni raccolte ad Amburgo hanno contribuito in modo significativo a rendere possibile un divieto a livello nazionale”.
MUSLIM INTERAKTIV BANDITO DALLA GERMANIA: I COMMENTI DI POLITICA E ISTITUZIONI
Grote ha invece aggiunto che: “Come per il divieto imposto al Centro Islamico di Amburgo di un anno fa, anche il recente divieto a Muslim Interaktiv è stato reso possibile grazie ad anni di intenso lavoro da parte del nostro Ufficio per la Protezione della Costituzione di Amburgo. Il divieto dimostra che stiamo intervenendo contro le strutture islamiste qui ad Amburgo con la massima severità e coerenza”. Torsten Voss, capo dell’Ufficio per la Protezione della Costituzione di Amburgo, ci tiene comunque a sottolineare che non si tratta di un divieto nei confronti dell’Islam “Non è esplicitamente diretto contro i musulmani, ma contro i nemici della Costituzione che abusano dell’Islam per i loro scopi ideologici”.
Pubblicando video e post i principali esponenti del gruppo hanno affrontato vari temi di attualità ma strumentalizzandoli “per rappresentare un presunto rifiuto persistente dell’intera comunità musulmana da parte della politica e della società in Germania”, stando a quanto si legge nell’ultimo rapporto dell’Ufficio per la protezione della Costituzione di Amburgo. In particolare il gruppo ha chiesto l’istituzione di un califfato in Germania – come detto sopra – ma ha anche incitato all’odio e alla violenza, e per il politico Dennis Gladiator si tratta di comportamenti “assolutamente inaccettabili e incompatibili con i valori della nostra società aperta e democratica”.
MUSLIM INTERAKTIV BANDITO DALLA GERMANIA: I FATTI DEGLI ULTIMI DUE ANNI
L’associazione in questione era già attenzionata dalle autorità da anni, e un anno e mezzo fa era stata perquisita sempre in Amburgo dopo una manifestazione illegale a St. Georg ad ottobre 2023, durante la quale si erano verificati degli scontri violenti fra manifestanti e polizia. Quindi un altro evento lo scorso aprile, con più di 1.000 persone scese in piazza sempre ad Amburgo, inveendo contro i media e parlando di campagne d’odio nei loro confronti. A maggio altri 2.300 sostenitori, quasi tutti uomini, con cartelli recanti le scritte “censurato” e “proibito”, infine l’ultima manifestazione di ottobre 2025, con la richiesta di un “Califfato in Medio Oriente”.
Il gruppo ha ovviamente rimandato al mittente ogni accusa ma per il momento l’associazione risulta bandita e tutti i suoi beni sono stati confiscati: attesi aggiornamenti durante le prossime settimane e non è da escludere qualche ulteriore misura repressiva nei confronti dei membri dello stesso gruppo se dovessero sorgere degli illeciti.
