Gessica Notaro, Cassazione condanna Edson Tavares/ Confermati 15 anni di carcere

- Silvana Palazzo

Gessica Notaro sfregiata con l’acido: Cassazione conferma condanna Edson Tavare a 15 anni di carcere. La sentenza diventa, dunque, definitiva per il 32enne di origine capoverdiana

Gessica Notaro
Gessica Notaro (Instagram, 2020)

Edson Tavares, l’uomo che ha sfregiato con l’acido Gessica Notaro, deve scontare 15 anni di carcere. A mettere la parola fine alla vicenda giudiziaria è la Cassazione, che ha confermato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Bologna il 15 novembre 2018. Respinto il ricorso, dunque, della difesa dell’imputato, per cui l’ex compagno di Gessica Notaro deve scontare 15 anni, cinque mesi e 20 giorni di reclusione per aver perseguitato la showgirl riminese aggredendola con l’acido la notte del 10 gennaio 2017. La sentenza di condanna, infatti, diventa definitiva. Nelle motivazioni della sentenza di appello i giudici avevano scritto che Edson Tavares aveva sfregiato l’ex fidanzata con l’acido perché voleva cancellare la sua identità. Inoltre, la Corte di Appello di Bologna aveva precisato che «nessuna frustrazione può attenuare la gravità del crimine». L’aggressore, 32enne di origine capoverdiana, è già in carcere, condannato per l’agguato e per stalking, perpetrato er un lungo periodo.

GESSICA NOTARO, L’IMPEGNO AL FIANCO DELLE DONNE

Qualche ora fa Gessica Notaro ha pubblicato un post su Instagram proprio in attesa della sentenza della Cassazione. «Oggi.. la Cassazione», si è limitata a scrivere la showgirl su uno sfondo nero. Tanti i messaggi di supporto da parte di fan e amici, anche personaggi noti al pubblico. Ci sono infatti i commenti di Nek, Alberto Mezzetti, Laura Torrisi, Kledi e Valentina Melis, ma soprattutto quello di Valentina Pitzalis, vittima anche lei di una brutale aggressione. Da quando è stata sfregiata con l’acido da Edson Tavares, Gessica Notaro si occupa di donne maltrattate. In occasione della giornata contro la violenza sulle donne aveva scritto: «Mai lasciarsi prendere dai sensi di colpa, mai avere vergogna, né paura, perché quello della violenza è un problema della società intera e di soluzioni, anche quando sembra davvero difficile, ce ne sono». Ma aveva anche lanciato un appello alle istituzioni: «Vorrei chiedere di affiancare ai giudici dei professionisti come psicologi o psichiatri, nel caso in cui ci sia una denuncia di stalking con delle indagini preliminari. Chi interroga un uomo maltrattante, deve avere la preparazione tecnica per definire il grado di pericolosità e questo non può avvenire quando il giudice si trova da solo. Non essendo un professionista ha un grande margine di errore».

 

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