“Gesù bambino può nascere due ore prima”/ Boccia “Natale? Non si fa col cronometro”

- Silvana Palazzo

Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali: “Gesù bambino può nascere due ore prima. Natale è atto di fede, non si fa col cronometro”, ha dichiarato durante confronto con Regioni

francesco boccia stato di emergenza
Francesco Boccia, ministro degli Affari Regionali (Foto LaPresse)

Gesù bambino può nascere anche due ore prima visto che siamo impegnati nella notta contro il Covid. A dirlo è Francesco Boccia, ministro agli Affari regionali, durante il confronto con le Regioni in vista del Dpcm. «Seguire la messa, e lo dico da cattolico, due ore prima o far nascere Gesù bambino due ore prima non è eresia». Per Boccia eresia è altro: «Non accorgersi dei malati, delle difficoltà dei medici, della gente che soffre. Questa è eresia, non facciamo i sepolcri imbiancati». Ma ha anche tirato in ballo Papa Francesco, che «ha dato un esempio bellissimo a tutti nella scorsa Pasqua, a partire dalla Via Crucis». Boccia ha quindi aggiunto: «Il Natale non si fa con il cronometro ma è un atto di fede». Questo passaggio del suo intervento durante il confronto con le Regioni è emerso nelle ultime ore, suscitando diverse reazioni. C’è chi l’ha presa con ironia: «Quest’anno la Madonna avrà un parto prematuro». Altri invece lo hanno attaccato: «Delirio di onnipotenza».

BOCCIA “NATALE? ATTO DI FEDE, NIENTE CRONOMETRO”

Secondo quanto riportato da la Stampa, Francesco Boccia avrebbe tirato in ballo Natale e la nascita di Gesù bambino parlando del rischio coprifuoco. Solo tre giorni fa avevano fatto discutere altre dichiarazioni, sempre in merito all’andamento dell’epidemia Covid e in vista del Natale. «Molti italiani non ci saranno più il prossimo Natale», disse il ministro per gli Affari regionali nell’intervista rilasciata a La Vita in Diretta su Rai1 giorni fa. Al pressing di chi vorrebbe delle riaperture per le feste di Natale, in particolare delle piste da sci, Boccia replicò duramente: «Discutere di cenoni e feste con 600-700 morti al giorno lo trovo davvero fuori luogo». Parole che però non suscitarono l’indignazione di molti religiosi che non hanno mai fatto della loro fede una questione di cronometro e che per questo motivo si sentono ingiustamente e senza alcun motivo attaccati da un ministro che evidentemente poteva usare un’espressione diversa.

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