Giampiero Boniperti come è morto?/ Insufficienza cardiaca per la bandiera Juventus

- Davide Giancristofaro Alberti

Giampiero Boniperti come è morto? La storica bandiera della Juventus ha avuto un’insufficienza cardiaca e si è spenta questa notte

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Giampiero Boniperti

E’ morto Giampiero Boniperti, storica bandiera del calcio italiano, ed in particolare della Juventus, di cui era anche presidente onorario. Il gravissimo lutto che ha colpito il mondo del pallone è stato comunicato stamane dall’agenzia Ansa, a poche ore dal decesso che sarebbe avvenuto nella notte a Torino per insufficienza cardiaca. Si tratta di una “patologia” che è accompagnata da numerosi sintomi come la difficoltà respiratoria, la tosse frequente ma anche la debolezza e il gonfiore. Si può trattare con cure specifiche e farmaci, ma in alcuni casi, soprattutto quando colpisce anziani, quindi persone già fragili, può risultare appunto fatale.

Di solito l’evento morte si ha quando il cuore è molto debole e si crea uno scompenso cardiaco in cui viene pompato meno sangue provocando dispnea e fibrillazione atriale, come probabilmente il caso del grande juventino. Giampiero Boniperti, che negli ultimi anni si era ritirato a vita privata e che si vedeva pochissimo in pubblico, se ne va alla soglia dei 93 anni, visto che lo stesso avrebbe festeggiato il compleanno il prossimo 4 luglio. Boniperti ha vestito per tutta la carriera la maglietta bianconera grazie alla quale ha conquistato cinque scudetti fra il 1950 e il 1961, nonché due Coppe Italiana.

GIAMPIERO BONIPERTI, COME E’ MORTO? ERA IL COMPONENTE DEL TRIO MAGICO

Era la Vecchia Signora di John Charles e Omar Sivori, e insieme formavano il Trio Magico, considerato uno degli attacchi più forti di tutti i tempi. Come ogni stella che si rispetti, Giampiero Boniperti aveva anche indossato la maglietta della nazionale italiana, con cui aveva collezionato 38 presenze e 8 marcature in totale. I funerali, fa sapere l’agenzia Ansa, si svolgeranno nei prossimi giorni, forse domani o lunedì, e saranno in forma privata per volere della famiglia.

“Alla Juve posso fare solo un augurio: continuare a vincere perché, come sapete, rimane sempre l’unica cosa che conta…”, aveva raccontato all’agenzia Ansa attraverso una lettera scritta di suo pugno in occasione del festeggiamento dei 90 anni. Una frase, “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”, che è divenuto un vero e proprio marchio di fabbrica della Signora, un motto e un mantra che deve guidare ogni calciatore che indossi la casacca juventina.



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