Giancarlo Magalli in tribunale contro sorella/ “Ha truffato nostro cugino. Con me…”

- Silvana Palazzo

Giancarlo Magalli in tribunale contro la sorella, a processo con l’accusa di circonvenzione di incapace: “Ha truffato nostro cugino. Con me ha avuto atteggiamenti ambigui”, dice conduttore

Giancarlo Magalli
Il conduttore Giancarlo Magalli

Giancarlo Magalli in tribunale contro la sorella. Il celebre conduttore della Rai ha testimoniato oggi nel processo in cui la sorella Monica, 59 anni, è accusata di circonvenzione di incapace. L’accusa è che si sia appropriata di una parte degli 800mila euro che il cugino Sergio Sirignano le avrebbe affidato in qualità di promotrice finanziaria. Oltre alla sorella di Magalli, a processo c’è anche il compagno di lei. «Mia sorella Monica si è comportata male, ma non sono stupito. Anche con me ha avuto degli atteggiamenti ambigui», ha dichiarato in aula il presentatore, come riportato dal Corriere della Sera. Il racconto di Magalli al giudice monocratico Maria Rosaria Brunetti parte da una considerazione amara per lui: «Monica anche con me non sempre si è comportata bene. È un grande dispiacere». Quindi, ha spiegato che la sorella «ha dilapidato il patrimonio di mio cugino, che ha sbagliato a fidarsi». Ma lo avrebbe fatto in buona fede, nella convinzione «che una parente non si sarebbe mai spinta a sottrargli del denaro».

Quando Giancarlo Magalli chiese conto a sua sorella delle accuse del cugino, lei non gli avrebbe risposto in maniera convincente: «Mi disse che era stata la zia in una lettera a disporre del patrimonio di mio cugino in suo favore dietro alla promessa di starle sempre vicino. Lettera della quale chiesi conto ma non la possedeva più». Un giorno è arrivato anche a registrare una conversazione col cognato.

LA SORELLA DI MAGALLI A PROCESSO

«Purtroppo sono rimasto ferito, che i sospetti venissero confermati», ha dichiarato Giancarlo Magalli, stando a quanto raccolto dal Corriere della Sera. Ma non è scontato che la registrazione finisca agli atti, infatti il giudice si è riservato di decidere se far confluire o meno la conversazione nel processo. La vicenda risale ai primi anni del Duemila, quando Sergio Sirignano, costituitosi parte civile tramite l’avvocato Carlo Schiuma, affida i suoi risparmi alla cugina Monica Magalli, consulente finanziaria. Per l’accusa lo avrebbe indotto a conferire e mantenere l’incarico di gestire 800mila euro, di cui in parte si sarebbe appropriata. Un giorno il cugino scoprì di avere solo 28mila euro sul conto. Tra le accuse contestate alla sorella di Giancarlo Magalli c’è pure quella di aver convinto il cugino a stipulare un contratto di assicurazione sulla vita a favore di sua figlia, quindi se fosse venuto a mancare, la figlia della sorella di Magalli avrebbe intascato questi soldi. Così come quella di essersi fatta donare la nuda proprietà di due appartamenti, fatto questo però archiviato per prescrizione. «La mia assistita non ha toccato un euro, come provano i prelievi. Il conto, di cui tra l’altro era cointestataria dai tempi in cui era viva la zia, mai utilizzato», ha dichiarato invece l’avvocato Carlo Sanvitale, che assiste l’imputata, come riportato da Il Messaggero.



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