Gianluigi Nuzzi, vaccino covid-HIV/ “Tirato dentro in questa polemica, non ci casco”

- Davide Giancristofaro Alberti

Gianluigi Nuzzi non vuole essere tirato dentro la polemica che si è creata dopo aver “paragonato” sui social il vaccino covid a quello HIV

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Quarto Grado

Il post del collega giornalista Gianluigi Nuzzi, attraverso cui lo stesso ha esternato le proprie perplessità sui tempi del vaccin covid, paragonandolo a quello, inesistente, dell’Hiv, ha fatto il giro del web e dei social, provocando non pochi dibattiti. Oggi Gianluigi Nuzzi è tornato sulla vicenda, e sempre sulla propria pagina Instagram ha pubblicato un video per cercare di fare un po’ di chiarezza, rispondendo ai numerosi dubbi sollevati in queste ore: “Lo ripeto – spiega Nuzzi – in 9/10 mesi si sono trovati e approvati farmaci e vaccini per il Covid e Io dico “meno male! Evviva il vaccino contro il Covid!” Per l’HIV, invece, è stata un’altra storia: fino al 1996 non c’era alcun farmaco e quindi per 10 anni siamo rimasti al buio. Questo perché era ritenuta una malattia ‘degli altri’, una malattia che colpiva gli omosessuali, chi si droga di eroina con le siringhe e di chi faceva sesso promiscuo, insomma era una malattia che toccava determinati gruppi di persone. Pertanto la scienza per dieci anni è stata – come dire – un po’ “superficiale”, forse non alimentata finanziariamente dai governi. Io penso questo”.

GIANLUIGI NUZZI, VACCINO COVID-HIV: “UNA VALUTAZIONE POLITICA SANITARIA”

Gianluigi Nuzzi prosegue dicendo di essere intervenuto sulla questione per rispondere a chi “dice che ho detto una bufala paragonando Covid e HIV”. La sua, spiega, è una valutazione “politica sanitaria non di scienza”, perchè non essendo uno scienziato “a differenza di altri, non mi avventuro in temi scientifici”. Nuzzi ricorda comunque come con il coronavirus la partita sia stata senza dubbio più facile rispetto all’HIV: “Perché è un virus più semplice dell’HIV e soprattutto perché alle spalle c’erano già gli studi sulla SARS. Questo non lo dice Nuzzi, ma gli scienziati”. In conclusione il conduttore di Quarto Grado sottolinea come qualcuno stia cercando di tirarlo “dentro una polemica un po’ per i capelli, che non ho” ma ammette “non ci casco”. Si dice poi dispiaciuto del fatto che la gente ha dimenticato “come sull’HIV ci sia stato un deserto per molti, molti, molti anni, dove tanti omosessuali morivano ma erano dei “froci”… avete capito che schifo di mentalità?”. Nuzzi conclude la sua disamina spiegando: “Ecco io protesto contro questo e voglio ricordare che a volte la scienza non viene aiutata dai governi perché ci sono malattie di serie A e malattie di serie B”.



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