Gianluigi Torzi arrestato/ Vaticano, caso Sloane Avenue: ricatti, autoriciclaggio e..

- Alessandro Nidi

Gianluigi Torzi, banker molisano, arrestato a Londra: dal caso del palazzo di Sloane Avenue alle fatture finte

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Gianluigi Torzi è stato arrestato a Londra: lo riporta l’agenzia di stampa Adnkronos, secondo cui il banker molisano che era stato indagato dalla magistratura vaticana nell’inchiesta sulla cessione del palazzo di Sloane Avenue a Londra, che si era reso irreperibile da un mese a questa parte, ovvero da quando, il 12 aprile scorso, era scattata un’ordinanza di custodia cautelare da parte della Procura di Roma per emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti e autoriciclaggio.

Come si legge nella nota d’agenzia, sulla base delle indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria, scattate dopo la richiesta di assistenza giudiziaria del Promotore di Giustizia Vaticano, “la Procura di Roma ha ricostruito come una parte dei 15 milioni (che secondo i magistrati d’Oltretevere sarebbero frutto dell’estorsione di Torzi alla Segreteria di Stato) sia stata bonificata a due società inglesi dell’imprenditore molisano e impiegata per l’acquisto di azioni di società quotate in borsa – per un importo di oltre 4,5 milioni di euro, che gli ha consentito, dopo pochi mesi, di conseguire un guadagno di oltre 750mila euro – e per ripianare il debito di 670mila euro di altre due aziende riferibili”.

GIANLUIGI TORZI ARRESTATO

Stando a quanto riferito da Adnkronos, dalle indagini è emerso anche “un giro di false fatturazioni –  non collegato all’operazione immobiliare londinese – che sarebbe stato realizzato da Gianluigi Torzi insieme ad altri indagati senza alcuna giustificazione commerciale e al solo scopo di frodare il fisco”. Ricordiamo che da una delle chat depositate agli atti dell’inchiesta emergeva la conferma che, dietro la vendita di quel palazzo londinese al Vaticano, si celasse un’estorsione da parte dello stesso Torzi, come evidenziato dal gip. In particolare, l’uomo scriveva a un suo collega sull’affare di Sloane Avenue: “All’appartamento possono dirgli ciao”, parole che, secondo la Procura di Roma, confermerebbero il ricatto ai danni della Procura di Roma. Per lui era scattata l’ordinanza di arresto, ma era rimasto latitante sino alla data odierna.



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