Gigi Marzullo/ “A 5 anni facevo la seconda elementare. Non sono bravo a cucinare…”

- Rossella Pastore

Gigi Marzullo ospite di C’è tempo per…: il conduttore famoso per le sue domande criptiche passa per una volta da intervistatore a intervistato.

Gigi Marzullo
Il conduttore Gigi Marzullo

Parlando della sua città, Avellino, Gigi Marzullo ha parlato a “C’è Tempo per…” di rivalità sportiva con la Salernitana: “C’è una rivalità sana tra Avellino e Salerno, che si limita però ai colori. Tra le città della provincia vi è però una collaborazione molto intensa”. Tra i ricordi che legano il conduttore ad Avellino, quest’ultimo ha sottolineato il suo periodo a scuola, ribadendo come a cinque anni frequentasse già la seconda elementare. Marzullo ha poi aggiunto: “Non sono molto bravo a cucinare, però, né a mangiare. Sono ghiotto di dolci, fra cui la sfogliatella”. In meritò all’ampia tematica della rivalità, “la competizione deve arricchire sia la vittima che il carnefice. Se la si fa con spirito costruttivo, ben venga: il confronto è qualcosa che arricchisce sempre, così come la diversità. Non deve però mai sfociare nell’aggressività o nel fare del male al prossimo”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

“NON HO CAPITO LA DOMANDA”: IL NUOVO LIBRO DI GIGI MARZULLO

È uscito da poco Non ho capito la domanda, il nuovo libro di Gigi Marzullo contenente 365 domande per ‘interrogarsi’ e riflettere ogni giorno tra il serio e il faceto. Alcuni sono dubbi amletici, altri dilemmi filosofici: insomma, ce n’è per tutti i gusti. Il filo conduttore è l’invito a farsi una domanda e darsi una risposta, consapevoli che – in qualche caso, almeno – non esistono risposte ‘giuste’ o ‘sbagliate’, ‘univoche’ o ‘assolute’. Per una volta, oggi, Marzullo si ritroverà ‘dall’altra parte’, quella dell’intervistato, all’interno del salotto di C’è tempo per… con Anna Falchi e Beppe Convertini. In occasione dell’uscita del libro, nel novembre scorso, Gigi ha scelto di raccontarsi anche a Tv Sorrisi e Canzoni, incalzato da una serie di domande ‘nel suo stile’. Per esempio: è meglio essere un uomo di spettacolo o uno spettacolo di uomo? Risposta: “Non sono né l’uno né l’altro. Per ‘uomo di spettacolo’ intendo uno che sappia cantare, ballare, recitare… io mi sento al massimo un bravo artigiano della tv”.

Gigi Marzullo si racconta

Gigi Marzullo è filosofico non solo nelle domande che fa, ma anche e soprattutto nelle risposte che dà. Lo scopriamo leggendo quest’intervista in quindici passaggi in cui si racconta a tutto tondo. Quando gli viene chiesto se sia più abituato a fare domande o a dare risposte, Gigi replica: “La seconda, sia perché in carriera ho fatto migliaia di interviste, sia perché le risposte vere scarseggiano. E le migliori sono quelle che ti arrivano senza che tu abbia fatto la domanda”. Si nota subito come le domande ‘marzulliane’ (neologismo Treccani) includano sempre una scelta tra due opzioni, un ‘aut aut’. Tuttavia, quando si tratta di rispondere, Gigi è solitamente meno perentorio. Dobbiamo sempre meravigliarci degli altri o dobbiamo sempre meravigliarci di noi stessi? “Entrambe le cose. Perché tutti, ma proprio tutti, hanno qualcosa di interessante da raccontare. Certo, molti ‘tirano giù la saracinesca’ per non rivelarsi, e allora devi trovare un pertugio. È quello che cerco di fare nelle mie interviste”.

Gigi Marzullo: “Mia madre Angela donna dalle qualità inarrivabili”

Come si è visto, anche Gigi Marzullo è una personalità interessante del piccolo schermo, nonostante il fatto che voglia evidentemente ‘passare inosservato’. D’altra parte, è questa una qualità di tutti i buoni intervistatori. “Io odiavo esibirmi in pubblico, perché ero timido, e ora invece mi diverto”, racconta in proposito, ma specifichiamo che qui la parola ‘esibirmi’ è da intendersi in senso molto lato, visto con chi abbiamo a che fare. Ma da chi avrà ereditato questo savoir faire? Lo scopriamo subito: “Io ho ricevuto molti buoni esempi, a cominciare da quello di mia mamma Angela che quasi mi metteva in soggezione con le sue qualità inarrivabili. Io ne ho molte meno, ma spero di dare almeno un esempio di volontà e tenacia. Quelle le ho, non mi arrendo facilmente”.

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