Gigi Proietti/ “Coronavirus? Il teatro non viene nemmeno nominato” (Techetechetè)

- Emanuele Ambrosio

Gigi Proietti protagonista di Techetechetè su Rai1. Intanto sul Coronavirus dichiara: “Il teatro anche prima non conosceva chissà quale sostegno”

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Gigi Proietti conduce Cavalli di battaglia
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Gigi Proietti protagonista della nuova puntata di “Techetechetè“, il popolare programma che da anni ripropone al pubblico sketch, canzoni ed esibizioni artistiche spulciando dall’immenso repertorio delle Teche Rai. Questa settimana ampio spazio all’arte del maestro Proietti, che durante la sua lunghissima e straordinaria carriera si è fatto conoscere ed apprezzare come attore, regista, cantante e doppiatore italiano. In questi giorni Proeitti è stato ospite del programma radiofonico “I Lunatici” trasmesso su Rai Radio2 e condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio dove ha parlato del Coronavirus e della cosiddetta Fase 2. “Come è andato il mio inizio di fase 2? Per me non è cambiato nulla” precisa l’attore romano che sulla sua Fase 2 rivela: “sono rimasto sempre a casa ringraziando il cielo ho un po’ di giardino, sono stato abbastanza fortunato. Poi con queste cose grazie alle quali ci si vede tramite uno schermo, viene tutto più comodo”. Ironico e pungente, l’attore non nasconde di non essere un grande amante dei talk show: “sono praticamente assente, non vado mai, onestamente non ho nessun discorso da fare alla Nazione, invidio chi ci va ed è depositario di grandi verità. Io non ho grandi verità, ho dei dubbi, ma andare ad esternare i propri dubbi in televisione mi sembra assurdo”.

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Gigi Proietti: “Coronavirus? Il teatro non viene nemmeno nominato”

Una lunga intervista – chiacchierata quella di Gigi Proietti a I Lunatici di Rai Radio 2 in cui ha parlato di tutto: dal Coronavirus al ruolo degli anziani fino al desiderio di una classe dirigente all’altezza del nostro Paese. In particolare l’attore e regista di anni 79 si è soffermato sul ruolo degli anziani: “questo momento ci ha fatto accorgere che in effetti normalmente gli anziani non vengono trattati bene. Le grandi civiltà mettono al centro gli anziani e i bambini. Devono essere quasi ritenuti sacri. Altrimenti è barbarie. Non è possibile concepire un sostegno soltanto per le persone che producono”. Non solo, Proietti ha anche sottolineato quanto il termine “i nostri vecchietti’ non sia gradito: “ma vecchietto sarà lei. Credo veramente, da sempre, che nella civiltà contadina, dalla quale noi veniamo, l’anziano era importante, aveva un suo ruolo preciso. Invece adesso no. Il concetto dell’usa e getta non mi piace”. Il diffondersi del virus Covid-19 ha travolto le nostre vite mettendo in ginocchio le attività produttive, ma anche il mondo dell’arte e dello spettacolo. Proietti però non nota grandi differenze: “il teatro non è che prima del virus conoscesse chissà quale sostegno. La cultura teatrale italiana aveva il minimo indispensabile. Quando si parla di cultura si arriva al massimo fino al cinema. Il teatro non viene nemmeno nominato”.

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Gigi Proietti: “dopo il Coronavirus saremo migliori se…”

Non solo, Gigi Proietti ha anche puntato il dito contro i politici che si riempiono la bocca di tante belle parole senza però fare nulla di concreto. “Quando sento politici che parlano di teatro, mi viene da rispondere ‘io a te a teatro non ti ho mai visto'” – ha detto l’attore e regista che poi fa una dovuta precisazione –  “qualche politico sì, ma pochissimi. Eppure sono quasi 50 anni che faccio questo mestiere. Se non altro approfittiamo di questo periodo per fare in modo che le istituzioni si accorgano di noi. Bisogna discutere con serenità ma anche razionalità e disponibilità. Con la voglia di aiutare”. L’attore e regista ha fatto anche una riflessione su quello che potrà essere il post Coronavirus dicendo: “se saremo migliori? Dipende da noi. Saremo migliori se vorremo essere migliori. Serve un po’ di riflessione e invece qui non si è vista l’ora di uscire, di andare fuori”. Infine un desiderio che riguarda la classe politica: “non vedo l’ora di avere una classe dirigente di cui fidarmi. Voglio poter dare la mia fiducia a chi se la merita. Sono consapevole che la perfezione non c’è, ma dovremmo tendere a questo, ad agire un po’ più razionalmente”.

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