Ginevra Visconti Ferragamo/ “Miei nonni Wanda e Salvatore persone di fede”

- Davide Giancristofaro Alberti

Ginevra Visconti Ferragamo, nipote del noto calzolaio Salvatore, ha raccontato la vita del nonno e soprattutto della nonna Wanda: le sue parole a Uno Mattina Estate

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Virginia Ferragamo, nipote di Salvatore (Uno Mattina Estate)

Ginevra Visconti Ferragamo, nipote del grande calzolaio e stilista Salvatore Ferragamo, è stata ospite stamane negli studi di Uno Mattina Estate, per presentare il suo libro dedicato alla nonna Wanda, soprannominata Tà: “Tà era la mia nonna di 23 nipoti, io sono la decima, è un soprannome che è concesso solo a noi nipoti, chi la conosce come Tà è proprio perchè era chiamata così da noi nipoti mentre per tutti era Wanda, la moglie del celebre calzolaio. Gaetano primo nipote nato, gli ha dato il nome Tà alla nonna perchè era talmente giovane quando ha avuto il primo nipote che non amava essere chiamata nonna e quindi è uscito questo Tà che è poi rimasto”.

“Era una donna specialissima – ha proseguito Ginevra Visconti Ferragamo – donna di grandissima carisma, che ha saputo prendere decisioni in un momento in cui le donne non erano chiamate a tali decisioni.Lei è rimasta vedova a 38 anni di un marito che aveva creato un impero e si è ritrovata con sei figli di cui l’ultimo che aveva solo due anni e la prima 17, decide di portare avanti l’azienda, scelta molto sofferta e presa in un arco di tempo molto breve e dettata dall’alto. Tanto mio nonno quanto mia nonna erano due persone di fede a loro modo, e mio nonne sosteneva in particolare l’intuizione. Mia nonna per prendere questa decisione è entrata in un convento vicino a Firenze dove ha appunto preso questa scelta”.

VIRGINIA VISCONTI FERRAGAMO: “MIA NONNA CI SCRIVEVA DELLE LETTERE”

Poi Virginia Visconti Ferragamo ha raccontato delle famose lettere: “Mia nonna scriveva queste lettere che era un modo per essere presente nelle nostre vite, voleva farsi sentire presente, erano indirizzare specificatamente a noi nipote, erano uguali per tutte. Gaetano, il nostro primo cugino le ha chiamate le Circolari di Tà, e il libro si chiama “il libro rosso di tà” perchè queste lettere erano destinate ad un libro rosso che lei aveva creato per archiviare proprio queste lettere. Ce ne sono tantissime di lettere che ho nel cuore, una in particolare è intitolata come è bello essere per bene, che per nonna Wanda significava andare a letto alla sera essendo convinti di aver potuto fare il proprio dovere e di essere stati d’aiuto agli altri, per lei questo era estremamente importante”.

“Tante volte – ha proseguito Virginia Visconti Ferragamo – abbiamo detto a nonna di scrivere un libro perchè aveva un dono pazzesco della scrittura ma lei non l’ha voluto mai mettere in pratica. questo libro l’ho quindi scritto per le generazioni future”. E ancora: “Salvatore Ferragamo è diventato il mito di mia nonna grazie al suo esempio che la nonna non ha voluto gettare nel vuoto, ma la storia del nonno è la storia di tantissimi italiani, non possiamo neanche immaginari condizioni e durezza di un’esperienza come l’immigrazione. Lui è tornato in Italia perchè credeva negli italiani, è ritornato ed ha ridato un sogno all’Italia”. In collegamento anche Giovanna Ferragamo, una delle figlie di Wanda e Salvatore: “Il rapporto con mia mamma era ottimo, mia madre ERA una donna molto umana, severa, esigente, gratificava molto ma esigeva anche tanto, sia nel lavoro che nella vita privata. lo era anche con se stessa, era un esempio da seguire”.





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