GIOIELLIERE UCCIDE LADRI/ Stato assente, cittadini soli: ecco il mostro da battere

- Mauro Leonardi

A Grinzane Cavour un gioielliere ha ucciso due rapinatori ferendone un terzo. Ma l’unico modo per vivere (e difendersi) civilmente è affidarsi alle istituzioni

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LaPresse

Nella frazione Gallo di Grinzane Cavour, poco distante da Alba, in provincia di Cuneo, un uomo di quasi 67 anni, Mario Roggero, mercoledì scorso ha ucciso a colpi di pistola due rapinatori ferendone un terzo. La dinamica esatta non è ancora del tutto chiara. Roggero, attualmente accusato di omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa, avrebbe sparato dopo che i rapinatori si erano fatti consegnare dei gioielli appropriandosi dell’incasso, avendo anche colpito con un pugno la moglie e legato i polsi alla figlia.

Non si conoscono alcuni dettagli importanti come, per esempio, se il negoziante abbia sparato dentro il negozio o fuori, mentre i rapinatori fuggivano; neppure è chiaro quali armi sarebbero state usate. Si parla di un coltello e di una pistola finta ma spacciata per vera, perché senza tappo rosso. Il negozio era stato già preso di mira sei anni fa e l’orefice selvaggiamente picchiato. Le vittime, entrambe subito identificate, sono Andrea Spinelli, 45 anni, di Bra, e Giuseppe Mazzarino, 58enne di Torino, tutti e due con precedenti penali. Il terzo complice, un 34enne di Alba, ferito alla gamba, è stato fermato all’ospedale di Savigliano.

Da qualsiasi parte la si guardi questa vicenda è estremamente triste e non vorrei venisse utilizzata solo per alimentare le fazioni pro o contro le armi, pro o contro l’ampliamento del diritto alla legittima difesa. Se siamo in uno stato civile e non nel Far West, chi deve difenderci è lo Stato: abdicare da questo principio, decidere che siccome lo Stato non è in grado di difendere il cittadino, il cittadino dovrebbe armarsi, vuol dire accettare che episodi come quello di ieri siano per forza di cose sempre più frequenti, che scorrerà sempre più sangue, e che quel sangue, sempre più spesso, sarà non quello del delinquente, ma quello del cittadino, perché nessuna persona normale può sparare prima, più e meglio di un bandito.

Dobbiamo esserne convinti: l’unico modo per vivere civilmente è affidarsi alle istituzioni. Bisogna potersi rivolgere con prontezza alle forze dell’ordine che devono poter intervenire con efficacia. Diamo più forza, più energia, più spazio a polizia e carabinieri. Chiediamo ai cittadini di votare e di pagare le tasse: non chiediamo loro anche di difendersi.

Altre nazioni ci insegnano in negativo che dove le armi circolano liberamente cresce la violenza e crescono le stragi. Il cittadino esasperato, chiamato a difendersi da solo, è molto difficile non cada in un sentimento di vendetta, in uno spirito di rivalsa che lo costringe a fare azioni di cui si pente nell’istante stesso in cui le ha compiute.

Il signor Mario Roggero, che compirà 67 anni il 5 maggio, non avrebbe mai ucciso nessuno. Invece ora quel compleanno, magari trascorso in carcere, lo vedrà con due omicidi sulla coscienza. E questo perché temeva che schiacciare un pulsante per chiamare i carabinieri non avrebbe ottenuto nulla: che, come altre volte, i banditi sarebbero scappati con la refurtiva e l’avrebbero fatta franca. Ecco quindi qual è il vero mostro da sconfiggere. La solitudine del cittadino, l’assenza dello Stato.

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