GIORGIA MELONI/ “Non parlo mai di sentimenti, non mi sento a mio agio a farlo”

- Rossella Pastore

Giorgia Meloni ospite a Verissimo: la leader di Fratelli d’Italia si racconta a tutto tondo ai microfoni di Silvia Toffanin.

Giorgia Meloni nello studio di ‘Verissimo’
Giorgia Meloni nello studio di ‘Verissimo’

Giorgia Meloni, ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, parla dell’aspetto più privato della sua vita, senza negare di essere in un territorio che non ama molto. “Parlare di vita privata e sentimenti è una cosa che non faccio mai, non mi sento a mio agio a parlarne.” ammette subito, per poi introdurre il suo libro ‘Io sono Giorgia’: “Il mio libro l’ho immaginato come un diario. Mi rendo conto che il racconto che si fa di me è spesso distante anni luce da ciò che io penso di essere. Se le persone scelgono di seguirti lo devono fare consapevole dei tuoi limiti, devono sapere veramente chi sei. Così ho pensato di raccontare la mia storia, la mia vita, un po’ le mie idea, perché credono in alcune cose…” (Aggiornamento di Anna Montesano)

Giorgia Meloni ospite a Verissimo

C’è anche Giorgia Meloni tra gli ospiti della nuova puntata di Verissimo, il rotocalco/talk show del sabato pomeriggio di Canale 5 che questa settimana dedica uno spazio anche a una politica. Si badi bene: non ‘alla’ politica. Al centro dell’intervista, infatti, ci sarà ‘Giorgia’, vale a dire la donna dietro a una delle figure cardine del centrodestra e, più in generale, del panorama politico del nostro paese. La leader di Fratelli d’Italia ha alle spalle una storia che merita di essere raccontata: dall’infanzia segnata dall’assenza del padre al capitolo più felice della nascita di sua figlia, Giorgia ha voluto mostrare il suo lato umano in un libro, Io sono Giorgia, in uscita l’11 maggio per Rizzoli. La dedica dell’autrice va in primis a sua madre: “Mia mamma – spiega – ha incontrato molte difficoltà nella vita, ha cresciuto due figlie da sola. A lei devo tutto. Il suo giudizio è uno dei pochi che temo di più”. Ma Giorgia ha un legame speciale anche con sua sorella Arianna: “È stata la mia guida. Ancora oggi è l’unica persona con la quale ho fisicamente bisogno di parlare al telefono per chiacchierare, per sfogarmi, non c’è nulla di me che lei non conosca”.

Giorgia Meloni: “Vi racconto la mia infanzia”

Più difficile il rapporto con un altro dei suoi familiari, suo padre, assente sin da quando Giorgia era piccolissima: “Mio padre non c’è mai stato. È andato via di casa quando avevo un anno. Lui viveva alle Canarie e noi andavamo da lui una, due settimane all’anno e basta. Ma quando avevo undici anni, lui fece un discorso che non si dovrebbe fare ad una ragazzina e io gli dissi: ‘Non ti voglio vedere mai più’. Quando è morto non sono riuscita davvero a provare un’emozione, è come se fosse stato uno sconosciuto”. Sempre ai microfoni di Verissimo, Giorgia Meloni parla degli episodi di bullismo che ha subito durante l’adolescenza. All’epoca, Giorgia era un po’ in sovrappeso, e per questo la chiamavano ‘cicciona’. In compenso, lei ha saputo trarci una lezione: “I nemici hanno sempre un’utilità perché ti fanno crescere e mettere in discussione”.

Giorgia Meloni risponde alle critiche

È questo un insegnamento che Giorgia Meloni ha saputo sfruttare anche in politica, reagendo alle critiche sempre con “determinazione e buon esempio”: “Non mi sono mai sentita discriminata per il fatto di essere una donna, ma magari a qualcuno non piaceva l’idea di avermi come condottiera”. “Le critiche – prosegue – sono la cosa più naturale per chi fa il mio lavoro. Gli insulti non li leggo e non mi fanno quasi più male”. Un episodio che l’ha fatta soffrire, però, c’è stato: “Ci sono stati molti hater che mi hanno augurato di abortire. Questa cosa l’ho patita perché mi sono sentita in colpa, come se, alla prima prova di maternità, non l’avessi protetta”. Giorgia parla di sua figlia Ginevra, che annunciò di aspettare dal palco di un Family Day. A proposito dei suoi valori – tra cui quello, sempre difeso, della famiglia tradizionale –, Giorgia sottolinea: “Non sono omofoba. È falso e verificabile perché io faccio politica da trent’anni e in tutto il mio percorso non si trovano parole omofobe”. Piuttosto – afferma – “certe etichette si affibbiano alle persone per non doversi mettere a confronto”.

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