Giorgio Bracardi/ “Renzo Arbore spietato: in causa con lui, mio fratello Franco…”

- Emanuela Longo

Giorgio Bracardi svela di essere in causa con Renzo Arbore per questioni economiche legate ad Alto gradimento: “Non mi riconosce i giusti meriti”

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Giorgio Bracardi, da Youtube

Giorgio Bracardi, tra i maggiori protagonisti di Alto gradimento e molti programmi successivi, oggi ha 88 anni ed ha concesso una lunga intervista al Fatto Quotidiano al quale ha svelato: “sono in causa con Arbore”. Bracardi ha raccontato di essere cresciuto nei teatri, basti pensare che per qualche anno a Roma il padre gestì il Salone Margherita. Classe 1933, ha vissuto pienamente l’orrore della guerra: “Ho visto di tutto”, dice, “con la nostra villa occupata prima dagli inglesi e poi dagli americani”. E’ poi arrivato il dopoguerra che Bracardi lo ricorda come “complicato” ma la sua svolta è giunta dopo il militare, con la partenza per l’Australia. “Da musicista, ho vissuto due anni magnifici”, dice, anche se il padre non voleva perché “temeva la disoccupazione”. In Australia lui suonava il pianoforte, si divertiva e guadagnava, ma qui racconta che gli italiani non godevano di grande fama.

Nonostante stesse bene all’estero, la vita a Roma in quel periodo rappresentava il massimo delle ambizioni: “la Dolce Vita ci guardava e rideva per il nostro stupore”. La vera svolta arrivò come autore di canzoni, poi mentre era in tour in Spagna “mi chiama una radio privata e all’improvviso nasce lo Scarpantibus, il mio uccellaccio dalle sembianze umane”.

GIORGIO BRACARDI TRA BONCOMPAGNI E ARBORE

Dopo l’exploit spagnolo di Giorgio Bracardi, Boncompagni e Arbore lo contattarono: “Cercavano qualche novità perchè Altro gradimento non andava benissimo, vivacchiava”, racconta. Quindi si ripresenta come Scarpantibus ed è subito un successo: “Da lì mi hanno coinvolto tutti i giorni fino a quando per le telefonate dei ragazzini, sono saltati i centralini della radio”, rammenta ancora. E da quel momento ha compreso il valore del tormentone: “Credo proprio di averlo inventato”, dice. Il copione per lui esiste solo al cinema: “I miei personaggi li scrivo, me li appunto, ma sono tracce, per il resto devo sentirmi libero”. I colleghi lo temevano per questo preferiva stare da solo. Immancabile un ricordo dei momenti vissuti tra Boncompagni e Arbore: “Gianni più umano, e ne parlo al presente, mentre Renzo più spietato: quando deve raggiungere un obiettivo non lo ferma nessuno; con lui sono in causa”. Il motivo sarebbe legato proprio ad Alto Gradimento: “Non mi riconosce i giusti meriti per la trasmissione, anche economici”, spiega.

IL BOSS PRODUTTORE E IL RAPPORTO CON IL FRATELLO FRANCO

Un commento anche su Nino Frassica: “E’ prepotente e furbissimo”, commenta Bracardi svelando di esserci andati spesso molto vicini alla lite. “A volte mi ha trattato come se io fossi la serva e lui padrone di casa”, ha ammesso, ma nonostante questo lo considera bravo. Degli anni in cui è stato impegnato al cinema oggi dice di vergognarsene ancora molto: “Ho partecipato a molte porcate”. Tuttavia si è ritrovato sul set anche con donne bellissime. Lui ne cita una su tutte: “Moana Pozzi la più intelligente”, svela. Nel suo curriculum c’è anche un film con Franco e Ciccio: “Persone meravigliose, generose”, anche se a suo dire sapevano che il produttore fosse il “Papa” ovvero don Michele Greco, capo della mafia, il cui figlio era uno degli attori del film. Del fratello Franco si limita a dire: “Era un angelo”. Il suo maggiore rimpianto? “Non essere rimasto in Australia”. Infine svela di essere stato accusato di pazzia e si descrive “un artista al 100%”.

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