Giorgio Cantarini, ex bimbo de La Vita è bella/ “Vado a New York in cerca di fortuna”

- Valentina Gambino

Il bimbo prodigio de La Vita in bella lascia l’Italia per l’America, ecco le ultime dichiarazioni dell’attore Giorgio Cantarini.

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Una scena del film

Aveva appena cinque anni, Giorgio Cantarini quando girava La vita è bella di Roberto Benigni. A otto interpretava il figlio di Russell Crowe. Oggi, a ventisette anni, si confida con Candida Morvillo sul Corriere della Sera, pronto per lasciare l’Italia. L’intervista inizia svelando cosa ha fatto in questi anni, dopo il successo da bimbo prodigio: “Fino ai diciotto, volevo diventare calciatore, il cinema era qualcosa che mi era piaciuto, però poteva anche finire lì. Poi, dopo il liceo, su consiglio di Benigni, col quale sono sempre rimasto in contatto e che ancora mi invita alle prime o a prendere un gelato, ho tentato il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Mi hanno preso e mi sono diplomato nel 2014”. La voglia di lavorare nel cinema è arrivata in maniera definitiva al liceo: “mi assegnarono una presentazione di greco in forma libera, decisi di girare un corto. E stato il mio unico 10 in greco e mi ha fatto capire che il set era il posto in cui stavo bene”.

Il bimbo prodigio de La Vita in bella lascia l’Italia per l’America

Per Giorgio Cantarini potersi imporre non è stato effettivamente semplice. “I casting director mi conoscevano, ma avevano sempre l’idea di me piccolo. E lo cerco di evitare il mainstream e di fare provini solo per lavori di qualità. Ho avuto un piccolo ruolo In “Lamborghini The Legend” con Antonio Banderas che è in post produzione, ed è stato bello tornare su un grande set in costume. Poi, ho girato da protagonista la web-serie Rai, “Aus – Adotta uno studente”, e ad aprile, a Berlino, la puntata pilota di una serie, “Flatmates”, che mi somiglia molto”. A settembre si trasferirà a New York in cerca di fortuna: “Due anni fa ho studiato un mese alla New York Film Academy e mi sono trovato benissimo. Ho già dei contatti, anche con un produttore e un regista americani coi quali, sempre a Berlino, ho interpretato un corto ispirato alla Divina Commedia. Il mio sogno è lavorare in Italia, in tutti i continenti e i Paesi. Per esempio, sento che la Francia, per me, non è una pagina chiusa: ho passato il 2015 a Parigi, ho imparato la lingua, mi sono fatto conoscere”.



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