Giorgio Gaber, com’è morto e malattia/ Stroncato a 63 anni da un tumore

- Emanuele Ambrosio

Com’è morto Giorgio Gaber? Una terribile malattia ha stroncato il cantautore di “Io non mi sento italiano”. Oggi 25 gennaio 2022 arriva un doodle dedicato

Giorgio Gaber

Com’è morto Giorgio Gaber?

Una terribile malattia ha stroncato Giorgio Gaber il cantautore di “Io non mi sento italiano”. Classe 1939, Giorgio Gaber è nato il 25 gennaio a Milano. La sua vita è stata segnata da una gravissima malattia con la quale ha lottato sin da piccolo: la poliomielite. La sua morte però non è sopraggiunta a causa di questa malattia, ma per un tumore ai polmoni. L’artista è scomparso all’età di 63 anni nella sua casa di Montemagno, in provincia di Lucca. Una perdita enorme per il mondo della musica e dell’arte, visto che Gaber con le sue canzoni ha raccontato la storia del nostro Paese. Ironico, pungente e anticonformista, Gaber ha dato voce a chi voce non aveva.

Indimenticabili le sue canzoni che risuonano ancora oggi come dei veri e propri testamenti alla vita. Dopo la sua morte è uscito postumo l’album “Io non mi sento italiano”, diventata una hit.

Giorgio Gaber e le sue frasi celebri

Artista unico nel panorama italiano, Giorgio Gaber nonostante il tumore ai polmoni ha continuo ad esibirsi dal vivo fino a poco prima della morte. Da sempre attento alla politica e chiaramente di sinistra, il cantautore diverse volte però ha puntato il dito contro la classe politica e contro il vuoto che la circondava. “Qualche persona era comunista in quanto talmente atea che aveva avuto l’impellente bisogno di crearsi un altro dio” diceva in una delle sue frasi, mentre su Berlusconi disse “Non temo Berlusconi in sé, ma temo Berlusconi in me”.

Il Signor G era molto sensibile al mondo dei bambini a cui ha dedicato strofe e parole bellissime. “Si muovono nello spazio sicuri solo quando sanno che tu non li trattieni, ma che sanno che tu stai lì nel momento in cui possono aver bisogno di te” – scriveva il cantautore che considerava i bambini “Il più bel miracolo del mondo che si può ricevere”.







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