Giorgio Napolitano/ Il legame con Enrico Berlinguer e i record da capo dello Stato

- Mirko Bompiani

Giorgio Napolitano è stato il primo presidente della Repubblica a essere stato membro del Partito Comunista Italiano

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Giorgio Napolitano (LaPresse)

Undicesimo Presidente della Repubblica dal 15 maggio 2006 al 14 gennaio 2015, Giorgio Napolitano ha registrato diversi record. Il politico è infatti il primo capo dello Stato a essere stato eletto per un secondo mandato, nonché il primo a essere stato membro del Partito Comunista Italiano. È stato il terzo, invece, presidente napoletano della storia italiana, dopo De Nicola e Leone.

Il curriculum politico di Giorgio Napolitano parla da sé: deputato pressoché stabilmente dal 1953 al 1996, con le parentesi da europarlamentare dal 1989 al 1992 e poi dal 1999 al 2004, il campano è stato presidente della Camera nell’IX Legislatura, subentrando a Oscar Luigi Scalfaro, nominato nel 1992 capo dello Stato. Nominato senatore a vita nel 2005 dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ha poi ricoperto la prima carica dello Stato.

GIORGIO NAPOLITANO, IL LEGAME CON ENRICO BERLINGUER

Giorgio Napolitano è stato un grande punto di riferimento del PCI, con tanti incarichi e ruoli. Tra il 1960 e il 1962 è stato responsabile della sezione lavoro di massa, mentre dal 1963 al 1966 è stato segretario della federazione comunista a Napoli. Volto di spicco della corrente più attenta al PSI rispetto a quella legata al clima di ribellione precedente il Sessantotto, il politico campano ha assunto l’incarico non ufficiale di vicesegretario di fatto del partito con Luigi Longo, ruolo poi affidato a Enrico Berlinguer.

Per quanto riguarda Berlinguer, Giorgio Napolitano in una recente intervista ai microfoni di Repubblica si è soffermato su uno scritto di Biagio De Giovanni, intervenendo sulla discussione su “Berlinguer conservatore”, con l’ex segretario che non rinunciò mai a una visione leninista: “Berlinguer andò molto avanti nel differenziarsi da posizioni ideologiche e politiche proprie del comunismo sovietico, ma certo non ha mai cessato di ribadire il carattere rivoluzionario del partito, pur nella linea indicata da Togliatti: un processo graduale di trasformazione attraverso vie democratiche. Questo significava avere come obiettivo storico il superamento del sistema capitalistico”.







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