Giorgio Pasotti: “Cresciuto tra droga, sport mi salvò”/ “Monicelli uccideva a parole”

- Alessandro Nidi

Giorgio Pasotti ha ripercorso i suoi esordi di carriera, il rapporto con Monicelli, la morte del suo personaggio in “Distretto di Polizia” e la sua infanzia

Giorgio Pasotti
Giorgio Pasotti, interpreta Andrea Baldini ne Il silenzio dell'acqua 2

Giorgio Pasotti, noto e apprezzato attore italiano, è intervenuto sull’edizione di oggi, domenica 25 luglio 2021, sulle colonne de “Il Fatto Quotidiano”. L’uomo ha raccontato la sua infanzia vissuta a Bergamo, che era una città totalmente diversa rispetto a come si mostra in data odierna agli occhi dei suoi visitatori e residenti, tanto che ha rischiato di finire sulla cattiva strada: “Sono cresciuto in un luogo che, alla fine degli anni Settanta, era un quartieraccio, nel quale girava eroina e numerosi ragazzi sono finiti male. Per fortuna lo sport mi ha dato la giusta via: senza le arti marziali, non so cosa sarei diventato”.

Pasotti, che ha recitato ne “L’ultimo bacio” di Muccino, ne “La grande bellezza” di Sorrentino e in serie tv come “Mina Settembre“, “Il silenzio dell’acqua” e “Distretto di polizia”, ha diretto in qualità di regista “Abbi Fede” e l’occasione si è rivelata propedeutica ad aprire il suo baule dei ricordi: “C’era Monicelli che stava sempre in silenzio, ma quando apriva bocca sembravano delle piccole scosse di terremoto, anche perché lo conobbi in un’età che gli consentiva di non mantenere filtri rispetto ai suoi pensieri”. Lui aveva “un occhio di riguardo per me e per Michele Placido, mentre uccideva tutti gli altri, in particolare Alessandro Haber. All’inizio eravamo tutti imbarazzati, poi abbiamo capito la liturgia e ridevamo come pazzi”.

GIORGIO PASOTTI: “DOPO LA MIA MORTE…”

Nel prosieguo della sua chiacchierata con i colleghi de “Il Fatto Quotidiano”, Giorgio Pasotti ha rivelato di avere un buon fiuto per il lavoro, che gli permette, alla sola lettura del copione, di comprendere se il film che gli viene proposto sia valido oppure no. Di recente, Pasotti ha deciso di cambiare e buttarsi sulle serie tv, che quando era più giovane erano considerate di serie B.

Immancabile, infine, un commento sulla reazione della gente alla morte del suo personaggio in “Distretto di Polizia”: “Quando morì, per scelta mia, la puntata venne vista da 14 milioni di spettatori. Lì ho capito il potere della televisione: al supermercato incontravo persone che mi toccavano per controllare se stavo bene, altri si erano piazzati fuori da Cinecittà per uno sciopero della fame. Pretendevano il ritorno del mio personaggio”.



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