GIORNATA MONDIALE RIFUGIATO/ Mattarella: “Italia e Ue rafforzino loro impegno”

- Davide Giancristofaro Alberti

Giornata Mondiale del Rifugiato: quasi 80milioni di persone sono scappate dal loro paese d’origine durante l’anno 2019. Tutti i dati del dramma

Fuga migranti verso la Grecia
Confine Grecia-Turchia, migranti in fuga (LaPresse, 2020)

Arrivano anche le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. Il capo dello Stato ha rivolto un appello all’Europa: “La nostra azione di protezione e assistenza” nei confronti dei migranti, ha detto, “non può deflettere o indebolirsi ma deve, anzi, rafforzarsi, con l’elaborazione di un nuovo corso dell’Unione europea in materia di migrazioni e asilo, nel segno di un più incisivo e condiviso impegno comune”. Secondo Mattarella “l’impatto della pandemia” aggrava ancor di più “la critica condizione di quanti, a causa di conflitti o per la violazione di diritti fondamentali, sono costretti a fuggire dal proprio Paese”. Ecco allora che l’Italia non deve rinunciare alla sua vocazione di Paese accogliente: “L’Italia mostra continuamente e con senso di responsabilità la sua vicinanza a coloro che affrontano tali drammatiche vicende, offrendo accoglienza e protezione. La nostra attiva partecipazione al primo Forum Globale dei Rifugiati costituisce una concreta testimonianza. Il fenomeno delle migrazioni conta su un approccio italiano basato su strumenti importanti quali il programma nazionale di reinsediamento e i corridoi umanitari per rifugiati particolarmente vulnerabili, privi della protezione statale del paese d’origine e colpiti in misura considerevole dalle restrizioni determinate dall’attuale emergenza sanitaria”. Mattarella chiude con un ringraziamento: “Rivolgo un sentito ringraziamento alle donne e agli uomini delle Forze dell’ordine e delle amministrazioni dello Stato e a tutti gli operatori che forniscono i servizi necessari a garantire protezione internazionale a chi ne ha diritto. In questo sforzo si contraddistinguono anche le Organizzazioni Internazionali -e specialmente l’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati- cui l’Italia assicura il massimo sostegno in coerenza con la propria storica vocazione multilaterale”. (agg. di Dario D’Angelo)

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

Oggi, sabato 20 giugno 2020, si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato. L’UNHCR ha promosso la campagna #WithRefugees, a sostegno appunto di tutti quei poveretti che scappano dalla terra d’origine temendo di essere perseguitati, per cercare fortuna in un paese straniero. Si calcola che i rifugiati nel mondo siano più dell’uno per cento della popolazione totale, un dato che è emerso dal rapporto annuale Global Trends pubblicato dall’Unhcr. 79.5 milioni di persone sono state vittime di esodi forzati nel 2019, e quasi la metà, il 40%, sono minori. Un dato cresciuto di ben 9 milioni di unità rispetto al rapporto dell’anno precedente e che mostra come il numero di persone in fuga sia pressoché raddoppiato negli ultimi 10 anni, tenendo conto che nel 2010 erano 41 milioni contro i 79.5 di oggi. La maggior parte di esse non riesce a rientrare nel proprio paese d’origine, visto che, sempre negli ultimi dieci anni, la media di “ritorno” è stata di circa 385mila persone.

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO: SIRIA E VENEZUELA IN CIMA AI PAESI DA CUI SI FUGGE

Due terzi delle persone in fuga provengono da cinque paesi, leggasi Siria in primis, dove la guerra è all’ordine del giorno, passando per Venezuela e Afghanistan, altre due nazioni “difficili”, e arrivando fino a Sud Sudan e Myanmar. L’appello dell’Unhcr è rivolto alle autorità di tutto il mondo affinchè si impegnino a proteggere i rifugiati in fuga, un appello a cui si sono aggiunti numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, a cominciare da Alessandro Gassmann, Ambasciatore di Buona Volontà di Unhcr, voce dello spot ufficiale della campagna: “Stiamo parlando di quasi 80 milioni di persone che hanno perso tutto – le parole dell’attore romano via Facebook – i propri affetti, per guerre per carestie, per cambiamenti climatici, non c’è parte del globo dove questo non avvenga. Numeri impressionanti, non possiamo guardare dall’altra parte”, aggiungendo e concludendo che “ognuno di noi può fare la differenza”.



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