GIOVANI E LAVORO/ Le misure per aiutare il successo scolastico e l’occupazione

- Alessandra Servidori

Il successo formativo è molto importante per i giovani, perché in grado di dare maggiori garanzie sull’occupazione futura

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(LaPresse)

Il Consiglio europeo ha recepito e dettato le linee guida per orientare il successo formativo posto che in tutta Europa gli abbandoni e la dispersione impattano negativamente sui risultati scolastici, in termini di conoscenze, competenze e atteggiamenti e sono indicatori utili di previsione di una vita adulta e misurati in termini di “rendimento scolastico e istruzione” essi gettano le basi per ulteriori percorsi di apprendimento, per l’occupazione futura.

L’acquisizione delle competenze di base (alfabetizzazione, matematica e scienze)  è imprescindibile per lo sviluppo personale e scolastico, mentre le abilità e le competenze conseguite nell’ambito dell’istruzione secondaria superiore sono considerate sempre più le credenziali minime per l’attività lavorativa e i modelli e la stratificazione socioeconomici esercitano una forte influenza sulle esperienze e sui risultati scolastici degli individui. 

Tra i discenti con risultati insoddisfacenti, quelli provenienti da contesti svantaggiati sono sovrarappresentati e hanno più probabilità di abbandonare l’istruzione e la formazione senza conseguire alcun titolo di istruzione secondaria superiore. Per questa ragione la riduzione della percentuale di discenti con risultati insufficienti nelle competenze di base e la lotta all’abbandono precoce dell’istruzione e della formazione sono obiettivi chiave della cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione.

La comunicazione della Commissione sulla realizzazione dello spazio europeo dell’istruzione entro il 2025  annuncia l’iniziativa faro “Percorsi per il successo scolastico” volta a sostenere tale azione e stabilisce i  traguardi a livello di Ue per il 2030: la percentuale di quindicenni con scarsi risultati in lettura, matematica e scienze dovrebbe essere inferiore al 15%  e la percentuale di abbandono precoce dell’istruzione e della formazione dovrebbe essere inferiore al 9% mentre oggi oltre 3,2 milioni di giovani nell’Ue (tra i 18 e i 24 anni) abbandonano precocemente l’istruzione e la formazione e soltanto l’84,3% (tra i 20 e i 24 anni) ha completato l’istruzione secondaria superiore.

Vi sono notevoli differenze tra i Paesi. In Italia siamo al 13,1% e persistono le disuguaglianze tra gruppi specifici della popolazione: la percentuale di abbandono precoce dell’istruzione e della formazione è in media di 3,5 punti percentuali superiore tra i giovani uomini (11,4%) rispetto alle giovani donne (7,9%)  e sono presenti evidenti svantaggi per i giovani nati all’estero e coloro che vivono in determinate zone periferiche, rurali e remote  e il contesto socioeconomico ha un forte impatto sull’abbandono precoce dell’istruzione e della formazione.

Al fine di promuovere il successo scolastico per tutti i discenti è fondamentale intervenire sugli aspetti inerenti al sistema che in vari modi possono incidere sull’equità e l’inclusione nell’istruzione e nella formazione. In fase di sviluppo di una strategia integrata e globale si devono adottare le misure strutturali:

– garantire l’accesso generalizzato ed equo a un’educazione e cura della prima infanzia di qualità, a prezzi accessibili e dotata di personale adeguato, in grado di migliorare il benessere e lo sviluppo cognitivo dei bambini e favorire un più ampio sviluppo sociale ed emotivo;

– potenziare l’istruzione e la formazione professionale di alta qualità, attraente e flessibile, che coniuga l’acquisizione di competenze professionali e di competenze chiave;

– promuovere politiche attive di lotta contro la segregazione, in particolare adottando regole di ammissione che consentono alle scuole di avere una composizione eterogenea e politiche incentrate sulla qualità dell’apprendimento;

– favorire l’inclusione dei discenti con disabilità nel sistema scolastico ordinario con il supporto efficace fornito da educatori e da altro personale didattico/consulenti formati o da operatori sanitari. È opportuno che a ciò si associ la rimozione degli ostacoli fisici nell’ambiente scolastico, la distribuzione di materiale didattico nel formato opportuno e approcci didattici e di apprendimento diversificati;

– evitare il più possibile la ripetenza di anni scolastici sostituendola con strumenti che consentono di monitorare e segnalare precocemente i bisogni e le difficoltà di apprendimento dei bambini e dei giovani, e offrendo sostegno mirato e maggiormente individualizzato, secondo le circostanze;

– individuare alternative alla differenziazione precoce dei percorsi di istruzione in modo da promuovere interazioni positive tra discenti con livelli di abilità diversi in gruppi eterogenei e da ridurre l’impatto del contesto socioeconomico sul rendimento scolastico dei discenti causato dalla segregazione scolastica; accrescere la flessibilità e la permeabilità dei percorsi formativi, ad esempio modularizzando i corsi, offrendo corsi a orientamento professionale o promuovendo la flessibilità per quanto riguarda la durata del percorso e i punti di partenza; 

– facilitare i passaggi tra i livelli e i tipi di istruzione, come pure la transizione dalla scuola all’occupazione futura, anche attraverso modalità di riconoscimento e convalida, orientamento professionale fornito da operatori qualificati e collaborazione attiva con i portatori di interessi, incluse le imprese;

– offrire percorsi che consentono di rientrare nel sistema di istruzione e formazione ordinario e garantire l’accesso gratuito a programmi della “seconda opportunità” di qualità per tutti coloro che hanno abbandonato precocemente l’istruzione e la formazione, il che può anche essere proposto nell’ambito della Garanzia giovani.

In Italia la situazione è grave anche perché il sistema di monitoraggio e incontro tra domanda e offerta di lavoro è ancora debolissimo.

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