Giovanni Maria Flick/ “Le toghe hanno perso credibilità. Sui referendum…”

- Carmine Massimo Balsamo

Giovanni Maria Flick sulla riforma della giustizia: “Non si può intervenire a spezzoni, come ad esempio si pensava di fare con la prescrizione”

Giovanni Maria Flick
Giovanni Maria Flick (LaPresse)

La riforma della giustizia è una delle più attese del programma di azione del governo Draghi, ma non mancano le polemiche. Giovanni Maria Flick, ex Guardasigilli e presidente della Corte Costituzionale, ha spiegato ai microfoni de Il Mattino che per ridare fiducia alla giustizia è necessario puntare su processi più brevi e pene certe. Ma non solo…

Giovanni Maria Flick si è soffermato sulle recenti dichiarazioni di Marta Cartabia sulla magistratura, colpita da una profonda crisi di immagine e credibilità: «Credo sia fin troppo evidente che la magistratura ha perso la fiducia generale, nonostante molti magistrati continuino a lavorare seriamente. Troppe vicende particolari lo confermano, come da ultimo il contrasto alla Procura di Milano o il contenzioso sul cambio di gip nel fascicolo sull’incidente della funivia del Mottarone».

GIOVANNI MARIA FLICK: “GIUSTIZIA, NON SI PUO’ INTERVENIRE A SPEZZONI”

Nel corso della lunga intervista al quotidiano campano, Giovanni Maria Flick ha sottolineato che non è consigliabile avere fretta per fare realizzare la riforma della giustizia che serve, ribadendo che il problema è legato a varie sfere, dal processo civile al processo penale, passando per l’ordinamento giudiziario e l’amministrazione: «Non si può intervenire a spezzoni, come ad esempio si pensava di fare con la prescrizione dove ogni parte politica ha pensato di piantare la sua bandierina». Giovanni Maria Flick ha poi commentato i referendum promossi da Lega e Radicali, evidenziando di trovare singolare che esponenti del Parlamento chiedano al popolo di risolvere problemi che loro non sono stati in grado di affrontare: «È una dichiarazione di incapacità di auto delegittimazione, di cui il Parlamento non ha certamente bisogno. Certo a mali estremi possono proporsi estremi rimedi».



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