GIOVANNI PAOLO II/ Il dono di portare Cristo risorto nella vita di ognuno

- Monica Mondo

Karol Wojtyła, papa Giovanni Paolo II, nacque cento anni fa. La sua vita ha cambiato la chiesa, il mondo e milioni di vite. Tv2000 lo ricorda stasera

Giovanni Paolo II
Karol Wojtyla (1920-2005), papa Giovanni Paolo II (1978-2005) (LaPresse)
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Giovanni Paolo II. Una storia insieme. Per chiunque abbia più di trent’anni, e nei più giovani per il racconto commosso dei grandi, Giovanni Paolo II è un pezzo della propria storia, oltreché naturalmente della Storia, non solo della Chiesa, ma del mondo. Cent’anni dalla sua nascita sono l’occasione per ricordarlo, dato che c’è chi tende ad accantonare la sua figura, a ridurne la portata, a mettere perfino in dubbio la sua santità.

Troppo grande e coraggioso per non aver dato fastidio, troppo potente la voce di una Chiesa che ha osato. “Il papa dell’identità evangelica e dell’identità cattolica. Il papa degli incontri ecumenici, e che ha concepito il suo ministero come una testimonianza, fino alla croce”, ricorda Andrea Riccardi, storico e amico e protagonista, grazie a Giovanni Paolo II, dello slancio di quei movimenti e nuove comunità che il papa volle riconoscere, sostenere, fidandosi della loro passione, spronandoli sempre a riconoscere “Cristo come chiave di volta per capire la realtà, risposta adeguata alle esigenze dell’uomo”, dice don Julián Carrón.

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“Mi ha fatto capire che la mia vita poteva essere un capolavoro”, “il più grande amico della mia vita. Uno che avrebbe dato la vita per me e non era mio padre, mio fratello, doveva per forza venire da Dio”. “Il papa della giovinezza. Forever Young! Anche quando fu colpito e tutto sembrò crollare, reagì con la forza del perdono, la forza più grande”. Sono a caldo le parole di Gigi De Palo, Rocco Buttiglione, Andrea Monda. Alcune delle voci che ho raccolto quando mi è stato chiesto di realizzare un contributo su Giovanni Paolo II per TV2000. Non era tempo, questo, per fare riprese, interviste. Ho chiesto che parlasse il cuore, come parla a noi tutti quando guardiamo il suo volto, quando sentiamo la sua voce, che ci fa tremare, che scioglie le lacrime, sempre. Come quando l’ho sentita la prima volta, ragazzina, contagiata dalla sua baldanza, disposta dal suo “Non abbiate paure, spalancate le porte a Cristo” a dire sì a Lui e alla Chiesa.

Ho chiesto a chi sapevo essere stato cambiato dall’incontro con lui, per averlo a lungo frequentato o soltanto ascoltato e seguito. A storici, teologi, sociologi, comunicatori, missionari, amici: da padre Lombardi a Giuseppe De Rita, Stefano Zamagni e Massimo Cacciari. Ho chiesto ai responsabili dei movimenti ecclesiali che senza di lui non sarebbero, i Focolari, Comunione e liberazione, l’Associazione papa Giovani XXIII; Nuovi Orizzonti, la Comunità di Sant’Egidio, Rinnovamento nello Spirito, Il Cammino Neocatecumenale, con la voce commossa di Kiko Arguello, un che parla poco in tv: “Caro papa ti vogliamo bene, prega per noi e speriamo di vederci in Cielo!”.

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Chi sottolinea la forza nel promuovere una rivoluzione pacifica, nel sostenere i diritti dell’uomo, contro i sistemi ideologici, contro la manipolazione della sua natura; chi la fragilità, la resistenza della sua debolezza appoggiata alla croce, chi rammenta che incontro ecumenico, dialogo, incisività nel comunicare abbiamo imparato a conoscerli nella Chiesa con lui, con il polacco poeta e amante dell’arte, della montagna, con il papa mistico che si faceva sorprendere sdraiato a terra, nella sua cappella, così assorto nella preghiera da parere già far parte del paradiso.

Tanti mi hanno risposto, tra tanti ho dovuto scegliere, rimpiangendo, con le mie colleghe che hanno lavorato ore a scegliere ogni immagine, ogni sguardo, che sappiamo essere così vivi in noi da non poter essere infilati in un santino.

Non una biografia, non un documentario storico, soltanto l’emozione dei ricordi, di cuore, accompagnati dai versi recitati magistralmente da Sebastiano Somma, emozionato, che nella stessa piazza che gli fa da sfondo ha recitato davanti a lui, il papa che fu attore, e lasciò il teatro per il seminario. Che sapeva ridere, come e con i bambini, che abbassava la sapienza filosofica all’abbraccio e al sorriso dei bambini, degli umili. Io guardandolo non riesco a non piangere. Mi ricordava quel tale: “non tutte le lacrime sono cattive”. 

“Giovanni Paolo. Una storia insieme”. Oggi lunedì 18 maggio su TV2000 alle ore 22.40 circa. Di Monica Mondo, regia di Sofia Rinaldo, a cura di Cecilia Pronti. Canale 28 – Sky 157 – tivusat 18 – tv2000.it. Replica 24 maggio ore 12.20.

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